Controlli in tutto il Friuli sul trasporto dei rifiuti edili: decine di contestazioni

UDINE. Tre titolari d’impresa segnalati all’Autorità giudiziaria e decine di contestazioni di violazioni amministrative per un totale di circa cinquantamila euro, sono il risultato di un’attività di accertamento e controllo compiuta tra marzo e maggio di quest’anno in diverse zone della provincia di Udine, dal Corpo forestale regionale, attraverso il Nucleo Operativo per l’Attività di Vigilanza Ambientale (Noava). In particolari i controlli sono stati svolti nei comuni di Cervignano, Udine, Campolongo Tapogliano, Ruda e  Fiumicello Villa Vicentina.

I controlli hanno riguardato soprattutto le attività di trasporto di rifiuti provenienti da attività edili ed il conferimento dei rifiuti negli impianti autorizzati di recupero o di smaltimento.  

Purtroppo, dagli accertamenti svolti dai forestali, è risultato ancora troppo diffuso il mancato rispetto di diverse norme che disciplinano la corretta gestione dei rifiuti.

Per poter trasportare professionalmente qualsiasi tipologia di rifiuti, un’impresa deve essere iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e deve obbligatoriamente conferire il rifiuto ad un impianto di recupero o di smaltimento, a sua volta in possesso di un’autorizzazione rilasciata dagli uffici regionali competenti in materia di rifiuti.

Le attività di controllo hanno permesso di accertare che tra le diverse imprese sottoposte a controllo, due sono risultate prive dall’Autorizzazione e per questo i titolari sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria per gestione illecita di rifiuti, in concorso con il titolare dell’impianto che ha ricevuto i rifiuti nonostante le due imprese operassero senza alcun titolo abilitativo. Gli accertamenti hanno portato inoltre alla contestazione di diverse violazioni amministrative per la mancata compilazione del Formulario di Identificazione del Rifiuto (Fit).

Questo è il documento obbligatorio che deve sempre accompagnare il viaggio del rifiuto, nel quale sono riportate tutte le informazioni necessarie a garantire la corretta gestione di quanto trasportato. Per mezzo del Fir, è possibile verificare chi ha prodotto il rifiuto, da quale attività è stato originato, qual è l’impresa ad effettuare il trasporto e quale sia la sua destinazione ovvero se un impianto di recupero o un impianto di smaltimento.

Va ricordato che questi atti autorizzativi e relativi documenti, sono necessari ed obbligatori a seguito dell’applicazione in Italia di diverse Direttive dell’Unione europea che sono state recepite e sono vigenti da oltre vent’anni. Il rispetto di queste norme è volto a garantire non solo una corretta gestione dei rifiuti evitando conseguenze negative per l’ambiente, ma anche una corretta e leale concorrenza tra le imprese che operano nel settore.

Infatti, chi non si dota delle necessarie autorizzazioni o iscrizioni o non compila i documenti necessari, opera di conseguenza in maniera illecita gestendo i rifiuti in modi certamente non corretti, che possono provocare gravi danni all’ambiente e alla salute (un esempio per tutti, la gestione impropria di coperture contenenti amianto abbandonate o miscelate ad altri rifiuti inerti) e certamente operano illecitamente anche da un punto di vista fiscale e commerciale, poiché, quali attività non conosciute alla pubblica amministrazione, operano “in nero” danneggiando fortemente quelle imprese, la maggioranza, che svolgono la loro attività nel rispetto della legalità.

Non va inoltre dimenticato che il settore dei rifiuti, come riporta la Relazione annuale 2021 dell’Osservatorio regionale antimafia, “è un settore da tempo al centro dell’interesse delle organizzazioni criminali, in ragione dei cospicui flussi finanziari che lo caratterizzano”, mettendo altresì in evidenza, la necessità di controlli “specie a livello locale, con attenzione sia alle piccole attività, sia ai grandi progetti economici”.

Le ultime attività portate avanti dal Noava sono rivolte soprattutto al controllo locale e capillare del territorio, cercando appunto attraverso costanti ed organizzate indagini e accertamenti, di individuare quelle forme di illeceità erroneamente considerate di scarsa rilevanza, proprio perché locali, che invece incidono fortemente sia dal punto di vista ambientale che economico. Un’attività finalizzata quindi alla difesa del nostro ambiente, evitando ogni possibile forma di inquinamento da una gestione illecita e scorretta dei rifiuti ma volta anche a tutelare le imprese che operano nel rispetto delle norme e della legalità. (foto: alcuni momenti degli accertamenti su strada)  

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