Favorì l’entrata di clandestini Tassista slovena a processo



Una tassista è finita a processo per l’ipotesi di accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in base all’articolo 12 del decreto legislativo 286 del 1998. Il fatto risale al 2018. Allora la donna, K. N., che oggi ha 44 anni, di nazionalità slovena, alla guida della sua auto di servizio taxi, con a bordo cinque cittadini extracomunitari, era stata fermata da una pattuglia di carabinieri impegnati nell’ordinaria attività di controllo, appena superato il confine di Sant’Andrea.


I militari avevano pertanto proceduto con le relative verifiche, ma per i cinque stranieri, di cui quattro di nazionalità pakistana e uno bengalese, non avevano riscontrato il possesso della regolare documentazione ai fini dell’ingresso nel territorio italiano. Durante la perquisizione, i carabinieri avevano rinvenuto inoltre 500 euro nella disponibilità della tassista, denaro che era stato quindi sequestrato assieme al veicolo. La donna a quel punto era stata arrestata in ordine all’ingresso illegale di extracomunitari clandestini.

In sede di udienza di convalida dell’arresto, la 44enne aveva spiegato che aveva semplicemente fatto salire nel taxi i cinque giovani, a fronte dell’espressa richiesta del servizio di trasporto. I clienti, aveva aggiunto la donna, le avevano indicato la destinazione, volevano andare a Nova Gorica.

Tuttavia, durante il percorso, è sempre quanto sostanzialmente dichiarato dalla tassista, aveva sbagliato strada, ritrovandosi invece ormai oltreconfine, a Gorizia. Quanto al denaro che quel giorno aveva con sè, sequestrato dai militari, aveva riferito che erano frutto di precedenti servizi di trasporto della clientela.

Convalidato l’arresto, la quarantaquattrenne era stata rimessa in libertà. Il procedimento nei confronti della tassista slovena s’era aperto il 2 aprile 2020, con l’udienza filtro davanti al Collegio giudicante. Titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Valentina Bossi. Il legale d’ufficio che rappresenta l’imputata, avvocato Luigi Portelli, è subentrato nella difesa lo scorso giovedì (10 giugno), che ha visto l’avvio dell’istruttoria dibattimentale con l’ascolto dei primi testi presentati dal pubblico ministero.

Chiamato a deporre uno dei due carabinieri che aveva eseguito il controllo, culminato nell’arresto. Il militare ha dunque ripercorso l’attività allora eseguita. L’udienza è stata riaggiornata al prossimo 23 settembre, alle 14.30, per proseguire con l’ascolto di altri quattro testimoni, tra cui alcuni dei cinque extracomunitari che erano a bordo del taxi. —

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