Ha un malore in spiaggia, muore a 59 anni

Maurizio Tiraboschi, impegnato all’ospedale di Palmanova, stava passeggiando a Caorle con il cognato. Inutili i soccorsi



/ san giorgio di nogaro


Un malore improvviso in spiaggia, in un giorno di ferie, e per Maurizio Tiraboschi, 59 anni, residente a San Giorgio di Nogaro, non c’è stato nulla da fare. L’uomo, mentre stava camminando lungo la spiaggia della Brussa, nel comune di Caorle, si è improvvisamente accasciato a terra, colto da un malore. Era in compagnia del cognato, Antonio Mammarella, ex assessore al bilancio di San Giorgio di Nogaro, e della sua cagnolina Lizzy. A nulla sono valsi i soccorsi prestati da alcune persone presenti e dagli operatori sanitari del Suem (servizio urgenza ed emergenza medica dell’azienda sanitaria), che hanno potuto soltanto constatare il decesso. La salma, dopo che il magistrato ha dato il nulla osta per la rimozione, è stata trasportata nella camera mortuaria del cimitero di San Giorgio di Nogaro. I funerali saranno celebrati domani, alle 16, nel Duomo di San Giorgio.

Maurizio Tiraboschi lascia la sorella Maura e il cognato Antonio. «Eravamo partiti verso le 6 del mattino in macchina verso la spiaggia della Brussa – racconta il cognato –, un luogo dove Maurizio amava andare perché i cani hanno libero accesso e quindi l’adorata cagnolina Lizzy poteva accompagnarlo. Verso le 9.30, dopo aver passeggiato a lungo, avevamo deciso di rientrare. Maurizio ha espresso il desiderio di fumare una sigaretta prima di fare rientro a casa e si è chinato per prendere le chiavi della macchina. Improvvisamente si è accasciato a terra». Maurizio Tiraboschi è stato soccorso dal cognato e da alcune persone presenti sul posto, che hanno iniziato a praticargli un massaggio cardiaco. All’arrivo dell’ambulanza l’uomo era già deceduto. È toccato al cognato Antonio Mammarella il triste compito di avvisare la moglie Maura, unica sorella di Maurizio Tiraboschi. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Portogruaro. «Tutto è successo in pochi minuti – ricorda commosso Antonio Mammarella –. Non riesco ad accettare quanto accaduto. Oltre al dolore per la morte di quello che era come un fratello per me, mi ha stretto il cuore vedere Lizzy, che aveva capito tutto, con gli occhi colmi di tristezza. Alcune persone presenti l’hanno accarezzata e coccolata, ma lei aveva negli occhi il dramma di quanto accaduto. L’abbiamo portata a casa, ora è con noi».

Maurizio Tiraboschi, viveva a San Giorgio, in una laterale di via Università Castrense. Lavorava in ospedale a Palmanova e si occupava del trasporto malati per conto della ditta Minerva. Chi lo conosceva lo descrive come una persona riservata e con una grande passione per i cani. Aveva un rapporto speciale con la sorella, diventato ancora più forte dopo la morte dei genitori. —

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