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Ecco le 144 scadenze fiscali: la mappa dei versamenti tra acconti e saldi

Mercoledì erano 62 gli adempimenti nel calendario dell’Agenzie delle entrate. Imu, Irpef, Irap e fatture elettroniche: imprese e cittadini tra novità e punti fissi

UDINE. Oneri amministrativi e adempimenti burocratici addio? Macché. Conservazione delle fatture elettroniche entro il 10 giugno, versamento delle prima rata Imu entro il 16 e ancora saldo 2020 e acconto 2021 di Irpef e Irap entro il 30, sono solo tre dei 144 appuntamenti fiscali che attendono i contribuenti questo giugno.

Le date da segnare


A dispetto delle promesse – e delle norme che avrebbero dovuto semplificare la vita degli italiani – il mese che dà il via all’estate si è presentato come il solito mese da incubo. Due le date nere segnate sul calendario. La prima, il 16 giugno, è già andata in archivio con ben 62 adempimenti diversi. Il peggio è dunque passato? Magari, perché (entro) il 30 giugno di adempimenti da espletare ce ne saranno altri 80. Totale, da scadenzario presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, 144 appuntamenti, che se poi si considera il fisco nella sua interezza, esteso cioè a agenzie fiscali ed enti locali, sono ben di più. Un numero da far girare la testa. Alle imprese, ai privati cittadini ma soprattutto ai professionisti chiamati a districarsi in questa giungla di scadenze che non sembra tenere in gran conto la situazione economica ancora profondamente condizionata dalla pandemia.

Le categorie

L’insoddisfazione delle categorie economiche potrebbe trovare risposta nel Dpcm allo studio del Governo, intenzionato a concedere più tempo alle partite Iva per il saldo e l’acconto di Irpef, Ires e Irap in scadenza al 30 giugno. Incrociano le dita 4,2 milioni tra lavoratori autonomi, professionisti, imprese (cui si applicano gli Isa) e lavoratori forfettari. Quanto più tempo? Non è ancora deciso. Venti giorni in più, dal 30 giugno al 20 luglio senza maggiorazioni (e fino al 30 agosto con l’aggiunta dello 0,40%), nella migliore delle ipotesi fino al 30 settembre. Nell’attesa di una decisione, le scadenze restano tutte fissate entro la fine di giugno.

Il 16 i contribuenti hanno pagato la prima rata dell’Imu, che ricordiamolo interessa i fabbricati (esclusa l’abitazione principale, salvo che non sia classificata nelle categorie catastali A1, A8 e A9), le aree fabbricabili e i terreni agricoli. Non l’hanno pagata (per effetto della legge di bilancio 2021) le imprese dei settori turismo, alberghiero e dello spettacolo, né i titolari di partita Iva in possesso dei requisiti per i contributi a fondo perduto, relativamente agli immobili posseduti, nei quali i soggetti passivi esercitano le attività di cui siano anche gestori. Un’esenzione, quest’ultima, introdotta dalla legge di conversione del decreto Sostegni.

Stessa scadenza per il versamento dell’imposta sugli intrattenimenti relativi alle attività svolte con carattere di continuità nel mese precedente, per la rata relativa al canone Rai di soggetti che corrispondono redditi di pensione, per l’imposta sulle transazioni finanziarie dovuta sui trasferimenti della proprietà di azioni e di altri strumenti, quindi per il pagamento della quarta rata del saldo Iva 2020 solo per ricordare alcuni dei ben 62 adempimenti che si sono consumati (e hanno consumato contribuenti e professionisti) lo scorso 16 giugno.

Le prossime

Archiviato il primo ostacolo, il prossimo si avvicina. Il 21 giugno è prevista infatti la comunicazione alle Entrate dei dati di dettaglio relativi al canone tv addebitato, accreditato, riscosso e riversato nel mese precedente. Il 25 giugno scade invece il termine per la presentazione degli elenchi riepilogativi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese precedente. E poi ancora, ultima erta del mese, il 30 giugno con 80 adempimenti.

Entro quella data si dovranno versare (salvo proroghe) il saldo 2020 e l’acconto 2021 delle imposte sui redditi. Leggi Irpef, Ires, Irap, cedolare secca e imposte sostitutive emerso dalla dichiarazione dei redditi 2021, relative al periodo d’imposta 2020. Il versamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione o rateizzato e sarà anche possibile differirlo entro il 30 luglio, aggiungendo all’importo dovuto una maggiorazione dello 0,40%.

Entro il 30

Sempre entro il 30 giugno va presentata (stavolta al Comune) la dichiarazione Imu relativa alle variazioni avvenute nel 2020. E ancora, i titolari di utenze per la fornitura di energia elettrica a uso domestico possono presentare domanda di esonero dal canone Rai 2021.

La dichiarazione sostitutiva può essere avanzata da chi nella propria abitazione non possiede un televisore, così da beneficiare dell’esenzione esclusivamente per il secondo semestre dell’anno. Da luglio a dicembre 2021. 

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