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Febbre del topo, in Slovenia già 213 infettati e diversi ricoveri in pochi mesi

GORIZIA. Pareva essere “soltanto” un’anomala moria di topi. In realtà, il problema è assai più grave perché coinvolge anche la salute delle persone. L’emergenza sta riguardando la zona di Tarnova e di Aidussina, meta di frequenti passeggiate da parte di molti goriziani. Da settimane si sta registrando un’impennata di infezioni da hantavirus, il virus della “febbre del topo”, in diverse zone della Slovenia, anche e soprattutto nella Goriška. La trasmissione agli umani avviene attraverso l’inalazione degli odori (che contengono il virus) provenienti dagli escrementi dei roditori o, raramente, attraverso i morsi dei topi. Ma è anche possibile infettarsi se si tocca con le mani il terreno contaminato. A fornire gli ultimi sviluppi della situazione il Primorski Dnevnik, il quotidiano della comunità slovena in Italia.


In sloveno la malattia si chiama “Mišja mrzlica” (febbre dei topi), in italiano equivale a febbre emorragica con sindrome renale. Fra il primo gennaio e il 10 giugno l’Istituto di microbiologia della facoltà di Medicina di Lubiana ha registrato 213 persone infette in tutta la Slovenia, di cui 64 nella Goriška. A maggio, i casi nella zona a cavallo del confine con Gorizia e l’Isontino erano stati appena 16: quindi il numero è cresciuto parecchio. Diverse persone sono state ricoverate, nessuno, fortunatamente, è morto. La malattia non si trasmette da uomo a uomo.

 

È molto probabile che il boom di casi (l’anno scorso in Slovenia ne furono registrati solo 14) sia dovuto ad un aumento della popolazione di topi. Nel bosco di Tarnova e dintorni sembra ci sia una vera invasione, dicono a causa dell’abbondanza di faggiole e ghiande, della neve durante l’inverno e della primavera mite. Gli abitanti e chi per mestiere si occupa del taglio dei boschi affermano che non ne hanno mai visti così tanti: corrono da tutte le parti, anche per strada. Ci sono anche tanti topi morti.


C’è chi, nel contattare la redazione del Piccolo, si è detto molto preoccupato: «Ritengo sia giusto che si sappia quanto sta succedendo al di là del confine, visti i tanti goriziani che sono soliti raggiungere i boschi di Tarnova, ma la sensazione è che, in Slovenia, si voglia tenere il più possibile riservata la notizia, forse per non penalizzare i flussi turistici».
 

Oltreconfine diversi dipendenti di imprese che si occupano dell’abbattimento degli alberi sono stati contagiati. Alcuni sono finiti anche in ospedale, ma tutti sono guariti. L’Istituto sloveno di sanità ha pubblicato una serie di raccomandazioni: dal lavarsi le mani al non sedersi per terra. L’incubazione dura da due a quattro settimane. I primi sintomi sono febbre alta, brividi, mal di testa, forti dolori al fianco e all’addome, dolore nei movimenti degli occhi, congiuntivite e arrossamento. Se presa in questa prima fase, la malattia può essere contrastata senza problemi. Ma se trascurata, la febbre murina può portare a serie complicazioni e, al limite, anche alla morte. Nel caso si avvertano i sintomi descritti, rivolgersi con tempestività al medico di famiglia.

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