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Crac CoopCa, l’accusa chiede 31 anni per i vertici. Richiesto un milione di risarcimento

UDINE. Il conto chiesto dalla Procura di Udine per il crac di CoopCa ammonta a un totale di quasi 31 anni di reclusione. Quello proposto dalle parti civili in termini di risarcimento, invece, supera il milione di euro già quanto a provvisionale, ossia all’anticipo del risarcimento che il tribunale deciderà di liquidare.

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È cominciata oggi, lunedì 21 giugno, con la requisitoria del pm Elisa Calligaris e le arringhe degli avvocati che rappresentano il liquidatore giudiziale, soci e prestatori sociali, associazioni dei consumatori e Banca d’Italia, la discussione del processo a carico degli ex vertici della storica cooperativa carnica dichiarata fallita nel 2016.


 

Nel ribadire l’impianto accusatorio, centrato sulla falsa rappresentazione che gli imputati, attraverso una gestione tutt’altro che trasparente, avrebbero fornito ai soci rispetto allo stato economico e patrimoniale della società, il pm ha concluso per la condanna di 13 delle 15 persone portate a giudizio, indicando le pene più alte per gli allora presidente del Cda di CoopCa, Giacomo Cortiula (4 anni e 9 mesi), presidente del collegio sindacale, Giancarlo Veritti, direttore generale, Mauro Veritti e sindaco, Fosca Petris (tutti 4 anni e 6 mesi), presidente del Cda di CoopCa e di ImmobilCoopca, Ermanno Collinassi, e sindaco Daniele Delli Zotti (entrambi 4 anni e 3 mesi). A tutti si contestano la bancarotta e ai soli Cortiula e Collinassi anche la truffa, per le ipotesi per le quali non sia scattata già la prescrizione.
 

Assoluzione “perché il fatto non sussiste” è stata proposta per Carlo Alberto Mainardis e Gelindo De Campo, entrambi all’epoca consiglieri coinvolti per un’ipotesi di bancarotta. Quanto al capo d’imputazione che ipotizzava l’abusiva attività di raccolta del risparmio, il pm ha chiesto il “non doversi procedere” per intervenuta prescrizione.
 

Il tribunale collegiale presieduto dal giudice Paolo Milocco (a latere, i colleghi Carla Missera e Nicolò Gianesini) ha rinviato il processo all’udienza del 5 luglio, quando inizieranno le arringhe dei difensori. La discussione proseguirà poi il 16 luglio e si concluderà il 15 settembre.

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