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Vaccino anti-Covid alle donne in gravidanza, quali sono i pro e i contro. Il medico del Burlo: serve un’attenta valutazione

TRIESTE. Sugli effetti dei vaccini su fertilità e gravidanza i dati disponibili sono ancora pochi e le raccomandazioni degli enti che sorvegliano la salute globale sono in continuo aggiornamento e differiscono da Paese a Paese. In Italia l’orientamento, indicato in un recente documento presentato al ministro Speranza dalle principali società nazionali del settore, è quello di considerare tutte le pazienti in gravidanza come una popolazione “fragile”, alla quale va offerta la vaccinazione dopo un’attenta valutazione individuale del profilo di rischio.

La pandemia ha avuto un impatto significativo in termini di esiti avversi per le donne in gravidanza: il rischio di mortalità materna è 22 volte maggiore per le donne con infezione da Covid-19 rispetto alle altre. Sull’opportunità o meno di vaccinarsi in gravidanza abbiamo discusso con il dottor Gianpaolo Maso, responsabile dell’Ssd Gravidanza a rischio del dipartimento Materno neonatale dell’Irccs Burlo Garofolo e con il prof. Giuseppe Ricci, direttore del dipartimento.

Il dottor Gianpaolo Maso dell’Irccs Burlo Garofolo

Dottor Maso, ritiene ragionevole vaccinare le donne in gravidanza?

Visto che i dati ci dicono che si tratta di una condizione che, in caso di infezione, aumenta il rischio di esiti avversi per la donna e per il feto il vaccino va offerto alle donne in gravidanza. Vanno discussi i pro e i contro con la paziente, perché se dagli studi osservazionali giungono dati rassicuranti non sappiamo nulla sugli effetti a lungo termine della vaccinazione a livello fetale. Nella decisione vanno pesati i fattori di rischio. La presenza di comorbilità o patologie preesistenti, l’età superiore ai 35 anni, l’obesità, l’etnia nera o asiatica aumentano il rischio di complicanze: in questa popolazione il vaccino è fortemente raccomandato.


Quali sono i rischi dell’infezione da Covid per il decorso della gravidanza e per il neonato?

Gli studi osservazionali dimostrano che le donne con Covid-19 sono a maggior rischio di sviluppare le complicanze specifiche dell’infezione virale e gravi patologie della gravidanza, con conseguente aumento di ricoveri in terapia intensiva, incidenza di parti pretermine e di tagli cesarei. Per gli esiti neonatali, le complicanze sono legate alla prematurità.
 

Quali sono stati finora i principali studi sulla vaccinazione contro il Covid-19 su donne in gravidanza?

Questa popolazione non è stata oggetto di valutazione specifica negli studi randomizzati sin qui eseguiti, perciò le evidenze attuali sono dedotte dai risultati di studi osservazionali. Negli Stati Uniti circa 90.000 donne in gravidanza sono state vaccinate, principalmente con Pfizer e Moderna, senza che attualmente siano stati sollevati problemi di sicurezza. Inoltre il Centre of Disease and Control ha istituito un registro volontario per le donne vaccinate in gravidanza: più di 50000 donne sono state arruolate in questo programma e i dati non indicano problemi di sicurezza. Solo ora ci si sta muovendo verso la valutazione mirata degli effetti della vaccinazione in gravidanza.


Ci sono vaccini più consigliati di altri?

Alle donne in gravidanza dovrebbero essere offerti i vaccini Pfizer BioNTech o Moderna, poiché la maggior parte dei dati di monitoraggio della sicurezza provenienti dagli Stati Uniti si riferisce a questi due vaccini.


Per quanto riguarda le tempistiche come conviene procedere?

Poiché la febbre rientra tra le possibili reazioni al vaccino e il Covid-19 ha complicazioni più gravi nelle fasi più avanzate della gravidanza si può scegliere di ritardare il vaccino dopo le 12 settimane.


Conviene vaccinare anche le future mamme che hanno già avuto il Covid?

Si suggerisce di differire la vaccinazione fino alla fine di questo periodo

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