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Autostrade, una app per rimborsare gli automobilisti bloccati dai cantieri

L’ad di Aspi Roberto Tomasi dopo la vendita a Cassa depositi e prestiti: «La mobilità su gomma resta centrale» 

«Nel Pnrr resta cruciale la mobilità su gomma. Certo si parla di una rete più moderna. Il settore della mobilità su gomma resta nevralgico e strategico per lo sviluppo di una mobilità sostenibile del Paese ed è per questo che stiamo ripensando i trasporti con una visione integrata che ci veda non solo come il gestore di una infrastruttura autostradale ma come un gestore integrato della mobilità nazionale, compresa quella delle grandi aree urbane. E non possiamo non considerare centrale la sostenibilità attraverso l’infrastrutturazione per una mobilità green».

Oggi Roberto Tomasi, ad di Aspi, spiegherà ai manager del gruppo «gli obiettivi ambiziosi di un piano che parte da lontano e che poi è stato visto e valorizzato dal Consorzio guidato da CdP». Un piano che mette al centro delle strategie di crescita «sicurezza e utenti» e che userà le tecnologie – si parte a luglio con una app per rimborsare gli automobilisti in coda per i cantieri – e il fattore umano (sono previste 2900 assunzioni) per realizzarlo. Ma il futuro passa anche dai cantieri: «Entro l’anno potrebbero essere approvati investimenti per oltre 6 miliardi» e tra questi anche la Gronda di Genova.


Come è cambiata Aspi in questi mesi?

«Per cambiare, per evolvere, la prima cosa da fare è prendere piena consapevolezza del contesto, analizzandolo criticamente. È quanto abbiamo fatto, riformando completamente il nostro modo di operare. Prima di tutto intervenendo sul nostro core business, sviluppando da zero, con il Ministero gli standard tecnici di controllo delle opere, per i viadotti prima e per le gallerie poi, avviando un piano di interventi imponente che vede coinvolte tutte le arterie autostradali che gestiamo nel Paese per un ammodernamento, in una visione di medio e lungo termine, del nostro patrimonio autostradale».

Come farà Aspi ad entrare nella gestione della mobilità integrata?

«Partendo dalla riorganizzazione delle nostre partecipate. Noi siamo in grado di offrire know-how ingegneristico e tecnologie digitali, capacità di gestione e di costruzione. Abbiamo iniziato a lavorare sulla rete per garantire la sostenibilità, con l’installazione di colonnine di ricarica elettrica ad alta potenza e veloci per una mobilità green, anche sulle lunghe distanze. Tutto questo lo abbiamo fatto costruendo Industria con le specializzate società del Gruppo: Tecne per la progettazione, Pavimental per la parte di realizzazione, Movyon per lo sviluppo di soluzioni digitali e Free To X dedicata a sostenibilità e rapporto diretto con il cliente».

In concreto?

«Con le tecnologie, sarà possibile gestire automaticamente, a partire da luglio, i rimborsi correlati a tempi di percorrenza più alti della media e legati alla presenza dei nostri cantieri su tutta la nostra rete nazionale e già nel Pef che è al Ministero sono stati inseriti 250 milioni da destinare ai rimborsi. Stiamo sviluppando complesse piattaforme per entrare nella gestione delle smart city. L’unica soluzione è pensare di gestire i dati e di integrare le diverse modalità di spostamento, considerando l’esperienza dell’utente al centro di questa condivisione. partiamo dalla mobilità autostradale ma in futuro applicabile anche alle realtà cittadine, dove prevedere e stimare i flussi di traffico, dando così all’utente la libertà di scegliere il momento e la modalità preferita di viaggio».

Come si realizza la mobilità green sulle autostrade?

«Oggi più dell’80% delle persone in movimento utilizza un mezzo di trasporto e di queste 70% usa un veicolo, considerando anche il trasporto merci. Pensare oggi ad un’alternativa radicale con la sostituzione della gomma con il ferro non è realistico. Sicuramente serve un bilanciamento, ma noi possiamo e dobbiamo investire per la mobilità sostenibile, doteremo 100 aree di servizio con le colonnine elettriche. Ma pensiamo anche ai mezzi pesanti e lavoriamo garantire la possibilità di a Gnl e in futuro anche per l’idrogeno».

Tutto questo però, non risolve il problema dell’arretratezza della rete….

«L’ammodernamento delle opere è certamente una priorità del nostro piano industriale. Dobbiamo lavorare per potenziare le infrastrutture, estendendone la vita utile di altri 50 anni. Aspi ha messo a punto un piano economico e finanziario al 2038 che prevede investimenti per 14, 5 miliardi, e ulteriori 7 miliardi per la manutenzione. La maggior parte di risorse sono previsti nei prossimi 10 anni».

Il piano dovrebbe essere approvato in via definitiva entro il 2021. I lavori per la Gronda di Genova quando partiranno?

«I lavori, laddove fosse dato il via libera, potrebbero partire entro il 2021 e ci vorranno 9 anni per completarli ma già in 6/7 anni potranno essere ultimati quelli della porzione di Levante, contribuendo a decongestionare il traffico cittadino. Ma non c’è solo Genova, ci sono anche altre priorità tra cui il nodo di Bologna e il potenziamento della A11 Pistoia/Prato».

Le tariffe aumenteranno in media dell’1,64% all’anno fino al 2038. Perché?

«Il sistema tariffario è allineato a tutti gli altri sistemi nazionali ed è stato indicato dall’Autorità – indipendente – di Regolazione dei trasporti. L’Art ha previsto una significativa riduzione della remunerazione degli investimenti e che si applica solo in funzione della loro realizzazione».

Nel futuro di Aspi c’è meno estero?

«Il nostro piano è ambizioso ed è concentrato sull’Italia. La tecnologia, però, non ha confini. E noi dal prossimo mese lanceremo una sperimentazione dei servizi di mobilità integrata e le nostre piattaforme sono più avanzate rispetto allo scenario internazionale di settore. Contiamo sul loro successo e questo potrebbe aprire per le nostre partecipate possibilità di crescere all’estero».

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