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Contributi a fondo perduto, perché sono fermi i bonifici: cosa sta accadendo e quando arriveranno gli aiuti

UDINE. La data era stata anticipata dal ministro dell’Economia in persona: “Dal 16 giugno l’Agenzia delle Entrate farà partire i bonifici per tutti coloro che hanno chiesto e ottenuto il primo sostegno” – aveva detto in audizione sul dl sostegni bis Daniele Franco nei primi giorni del mese. A quanto pare, invece, tutto ancora tace, compresa l’agenzia delle Entrate dalla quale non sono ancora giunte comunicazioni ufficiali in merito.

Il contributo

Con il decreto Sostegni bis il governo Draghi ha approvato un ulteriore contributo a fondo perduto per professionisti e partite Iva maggiormente colpiti dall’emergenza Covid (qui tutte le info su chi ne ha diritto e sulle aliquote). In audizione alla Commissione Bilancio della Camera sul dl Sostegni Bis, peraltro, il ministro Franco aveva spiegato che le domande di contributi a fondo perduto dalle partite Iva, attese a 3 milioni, sono state inferiori, sotto i 2 milioni. Le stime, progressivamente ribassate dagli 11 miliardi iniziali, darebbero disponibilità aggiuntive per 4-5 miliardi.

Di conseguenza, si è valutata la possibilità di aumentare le risorse alle partite Iva beneficiarie, portando la soglia di accesso dai 10 ai 15 milioni di fatturato. Utilizzare cioè quel “tesoretto” di circa 4 miliardi derivante dalle domande inferiori a quanto stimato per l’intervento estivo sulla base dei risultati di esercizio.

Chi deve fare domanda e chi no

Ricordiamo che per le partite Iva e i professionisti che hanno già ottenuto il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Sostegni uno non è necessario presentare una nuova domanda per il secondo. Se non ci sono modifiche da apportare, e dunque non si scelgono le formule basate su un altro periodo di fatturato oppure sui risultati economici, il bonifico arriverà direttamente sul proprio conto corrente già indicato nella precedente domanda.

Per chi invece inoltra una nuova domanda, dopo la presentazione il sistema informativo dell’Agenzia delle entrate risponde con un messaggio in cui è contenuto il protocollo telematico assegnato al file dell’istanza trasmessa (vi consigliamo di memorizzare questo codice perché consente, anche successivamente, di risalire all’istanza trasmessa).

Dopo che nell’area riservata “Consultazione esito” compare l’informazione sul riconoscimento del contributo, nel caso in cui sia stato scelto l’accredito in conto corrente, e l’Agenzia delle entrate abbia quindi emesso il mandato di pagamento, l’accredito della somma sul conto corrente del beneficiario avviene solitamente in un tempo tecnico di circa 5 giorni lavorativi.

Bonifici fermi

Come accennato, per le partite Iva che hanno fatto domanda entro il 28 maggio e hanno già ottenuto una prima erogazione, sarebbero già dovuti arrivare i soldi sul conto corrente tramite bonifico (sempre che non ci si sia avvalsi del credito d’imposta). E invece, stando a quanto accertato, non sarebbe stato effettuato alcun bonifico. E a questo punto ha poco senso attendere la data di domani 23 giugno come quella prevista per l’avvio delle domande del contributo alternativo, ossia quello tarato sulla perdita di fatturato degli ulimi 12 mesi.

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