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Un selfie in vetta, poi cade nel vuoto: titolare di un bed & breakfast muore a 50 anni sulle Dolomiti

Annamaria Nerosi in una foto scattata nel pomeriggio del 23 giugno in cima agli Sfornioi, in Val di Zoldo (Belluno), prima dell'incidente

È successo anche nel pomeriggio di mercoledì 23 giugno, in cima agli Sfornioi, in Val di Zoldo (Belluno). Aveva tirato fuori il cellulare si era scattata una fotografia insieme agli amici

ERTO E CASSO. Un sorriso entusiasta, reso indelebile da uno scatto pubblicato sui social. Poi il dramma. Annamaria Nerosi, 50 anni, veneziana d’origine, aveva scelto di abitare a Erto ed era un’alpinista appassionata: quando riusciva a raggiungere una vetta sprizzava entusiasmo, tanto da volerlo immortalare in un selfie, magari insieme ai compagni di arrampicata.

È successo anche nel pomeriggio di mercoledì 23 giugno, in cima agli Sfornioi, in Val di Zoldo (Belluno). Aveva tirato fuori il cellulare si era scattata una fotografia insieme agli amici Roberto Furlanetto e Ilario Camatta. Non erano ancora le 14, quando la titolare del bed & breakfast “La voce del tempo” è scivolata, cadendo per 150 metri e perdendo la vita. Un grave politrauma che non ha lasciato scampo all’imprenditrice arrivata dalla Riviera del Brenta. Tanto spaventati quanto addolorati, i due uomini non hanno potuto fare niente per lei, a parte chiamare il 118, attaccati alla speranza sottile che Annamaria potesse aver solo perso i sensi e che per questo motivo non rispondesse ai loro appelli.

I tre erano partiti al mattino. Un’escursione raccontata sui social fino pochi minuti prima della tragedia, con fotografie sempre più spettacolari delle Dolomiti zoldane. Sotto al post i primi commenti degli amici sono entusiastici. Poi lasciano il posto a lacrime e dolore.

La chiamata al 118 è arrivata subito dopo la scivolata dalla cresta. Nerosi ha perso l’equilibrio ed è precipitata in un volo che sembrava senza fine. L’elicottero del 118 è decollato da Pieve di Cadore. Grazie alle coordinate, è stato velocemente individuato il punto in cui si trovavano gli escursionisti. È bastato abbassarsi sulla verticale per vedere il corpo di Annamaria Nerosi, circa 150 metri più a valle. I soccorritori sono stati sbarcati con un verricello di 60 metri e hanno allestito un ancoraggio. È stato necessario calarsi per un’altra trentina di metri per raggiungere la donna, insieme al medico legale, che non ha potuto che constatarne il decesso. Con il nulla osta del magistrato di turno, la salma è stata ricomposta e imbarellata, prima di essere recuperata con lo stesso verricello e, in un secondo momento, trasportata fino a valle, dove attendeva il carro funebre. Sempre nel pomeriggio, l’ex marito ha raggiunto Val di Zoldo per il riconoscimento della salma. Dovrebbe essere sufficiente l’ispezione esterna, prima del via libera alla fissazione della data del funerale. 

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