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Gli studiosi ricatturano l’orso Francesco: subito rimesso in libertà

I ricercatori dell’ateneo seguono Francesco attraverso il collare e allertano gli allevatori

VERZEGNIS. Dopo due anni di attesa, l’orso Francesco è stato nuovamente catturato, dotato di collare satellitare e subito rimesso in libertà. L’équipe guidata dal ricercatore Stefano Filacorda dell’università di Udine, con il supporto del Corpo forestale regionale coordinato da Rinaldo Comino, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, è entrata in azione a Sella Chianzutan (Verzegnis) su indicazione della Direzione regionale risorse agroalimentari forestali. Dopo le predazioni subite nell’estate 2019 in alcune malghe nella zona di Sauris, la Regione ha sottoscritto una convenzione con l’ateneo friulano che oltre alla cattura del plantigrado prevede la preventiva comunicazione agli allevatori degli spostamenti dell’animale. L’obiettivo è limitare eventuali predazioni.

L'università di Udine rimette il collare all'orso Francesco, trovato a Verzegnis



Francesco aveva perso il collare nel 2019. Si era sganciato alla fine dei 16 mesi programmati e i ricercatori, in assenza dei tracciati percorsi dall’animale, non erano più in grado di segnalare in anticipo la presenza dell’orso agli allevatori. Non è stato facile ricatturarlo per la terza volta, negli ultimi due anni sono stati effettuati 15 tentativi: «L’orso si presentava nell’area molto diffidente e schivo al punto da scegliere le giornate in cui non c’erano i cacciatori in altana» spiega Filacorda nel descrivere la capacità di adattamento dell’animale. Venerdì scorso Francesco è entrato nella gabbia ideata e costruita dal tecnico dell’ateneo friulano, Andrea Madinelli, e ha attivato il meccanismo di chiusura meccanica. «L’orso sta bene, peso 184 chili come tre anni fa. In un paio d’ore – continua Filacorda – abbiamo effettuato i prelievi di sangue e pelo e le misurazioni per lasciarlo poi risvegliare indisturbato». L’orso ha abbandonato l’area di cattura all’alba e si è diretto nella Val Tramontina. Ieri però era già rientrato in Carnia, come spesso accade si trovava nelle vicinanze di Voltois (Ampezzo). I campioni di sangue raccolti dal veterinario, Stefano Pesaro, saranno analizzati all’Istituto zooprofilattico delle tre Venezie.

La terza cattura di Francesco è la decima di orso bruno eseguita dall’équipe dell’università di Udine. In quest’ultimo caso si è rivelato fondamentale il supporto logistico fornito dalla Riserva di caccia di Verzegnis, e lo scambio di informazioni sugli spostamenti del plantigrado condivise con i cacciatori delle Riserve di Socchieve ed altre zone della Carnia. Attraverso i dati satellitari ora gli studiosi seguono gli spostamenti di Francesco, sperimentando le tecnologie “Virtual fences”: «Quando l’orso entra in zone con maggiore presenza zootecnica il collare invia un allarme e noi abbiamo il tempo di allertare gli allevatori» sottolinea Filacorda nel ricordare che Francesco, l’orso biondo, è nato nel 2008 in Trentino. Catturato la prima volta in Sella Chianzutan e poi in Pani di Enemonzo, Francesco non ha più lasciato il Friuli dove, mediamente, vengono individuati cinque orsi all’anno. «Il 2021 sembra rilevarsi particolarmente fruttuoso in termini di individui presenti – conclude Filacorda –, abbiamo validato segnalazioni ricevute dal Friuli orientale, dal Carso, dalle Valli del Natisone, dalle Prealpi e Alpi Giulie, dalla destra orografica del Tagliamento e dalla Carnia. —

 

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