Comunità di montagna Polizia locale verso il trasloco a Montereale

La Fp Cgil interviene sul passaggio dall’Uti ai nuovi enti «Impossibile partire con la riorganizzazione il primo luglio»

Maniago

Polizia locale: il passaggio dall’Uti alle Comunità di montagna sta creando problemi, tant’è che Fp Cgil ha chiesto di posticipare la scadenza per la riorganizzazione fissata a giovedì. Le criticità, comunque, sono tante. «Dopo una prima fase in cui ci era stata anticipata l’intenzione politica di procedere a una sostanziale frantumazione del servizio di polizia locale, non soltanto tra le due Comunità, ma anche per ciascuno dei Comuni di Aviano e Spilimbergo, si ritiene con quadruplicazione delle figure di vertice e aumento dei costi, pare si sia preso atto dell’opportunità di un differimento di alcuni mesi del termine del 1° luglio per la riorganizzazione – dice il sindacato –. Questo, anche in seguito alle nostre perplessità manifestate in una nota al prefetto».


«La necessità di assumere per tempo gli atti volti ad assicurare continuità operativa e risolvere aspetti delicati, come gestione delle armi e videosorveglianza, ha concorso nell’accoglimento della nostra proposta di differimento – aggiunge –. Da giovedì, i vigili avranno un nuovo datore di lavoro (l’una o l’altra Comunità di montagna), ma continueranno a operare avendo come base di appoggio il comando di Maniago, servendo l’intero territorio dell’Uti delle valli e delle Dolomiti friulane sulla base di una convenzione tra i due nuovi enti».

Cgil precisa che «il differimento del termine risolve alcune criticità, ma restano perplessità sull’opportunità di una futura disarticolazione del servizio di polizia locale. La tesi in base a cui questa scelta garantirebbe maggiore presenza sul territorio e piena attuazione dei principi di efficacia, efficienza e continuità operativa, in particolare per gli enti periferici, appare non moltoparticolarmente fondata. Nulla impedisce che, pur in presenza di un comando unificato, siano previste più sedi prossimali ubicate in punti strategici del territorio e per le quali sia prevista una continuità del personale. Inoltre, in un comando che già ora risulta disporre di un organico di consistenza ben inferiore a quella prevista dalla normativa regionale (un operatore ogni mille abitanti), nell’immediato gli esiti in termini di impatto quali-quantitativo del servizio diverrebbero problematici, al netto delle incertezze su misura e tempi di eventuali forme di reclutamento e potenziamento del numero degli addetti». Per Cgil è «incomprensibile l’intenzione di spostare il comando da Maniago a Montereale». «Confidiamo in una proficua e condivisa rivalutazione delle scelte programmate da parte della politica locale», conclude. —



Video del giorno

Faccia a faccia tra il direttore Massimo Giannini e Carlo Petrini sul futuro del cibo e la sostenibilità

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi