Il cuore grande di Ilaria non ce l’ha fatta Addio pochi giorni dopo la maturità

Maniago, è spirata 20 anni al Cro, dove ha frequentato la scuola. La famiglia: «Lì si sentiva protetta». Oggi i funerali 

il lutto



Un esempio di tenacia, un sorriso capace di conquistare gli altri sempre stampato sul volto. Un obiettivo, quello della maturità, raggiunto nonostante le difficoltà legate alla malattia.

Non c’è stato un giorno in cui Ilaria Di Carlo, 20 anni, di Maniago, abbia detto «non ce la faccio»: neanche la febbre alta l’ha fermata. Con una forza e un’energia che solamente chi le è stato accanto sino all’ultimo sa descrivere al meglio, ha affrontato prima gli esami integrativi per essere ammessa alla maturità, dal momento che studiava da privatista, poi a metà giugno quello che chiude il quinquennio di studi. Una grande soddisfazione per lei e per la sua famiglia, un traguardo che con tutta se stessa voleva tagliare e ce l’ha fatta, con successo.

A poche settimane da quella meta, la grave malattia contro la quale combatteva da alcuni mesi se l’è portata via.

«Ha lottato sino alla fine con una tenacia incredibile – hanno raccontato i familiari –. Il suo obiettivo era arrivare alla maturità e ci è riuscita. Di fatto il suo è stato un doppio esame: prima ha sostenuto le prove integrative propedeutiche al test conclusivo. Non c’è stato un giorno, neanche quando aveva la febbre a quaranta, in cui ci abbia detto che non se la sentiva di sostenere gli esami. Ha studiato sempre da sola, con il grande supporto del progetto “Scuola in ospedale” organizzato all’interno dell’Area giovani del Cro di Aviano. Ha seguito tutte le lezioni on line da casa o nella struttura sanitaria. Ha tenuto duro ed è stata lucida».

Una studentessa esemplare (era iscritta da privatista al Flora di Pordenone), che si è dedicata con passione al percorso che l’ha condotta al diploma. «Era una ragazza piena di gioia e sempre solare – ha ricordato la famiglia –. Amava stare a contatto con le persone, era empatica e spontanea. Aveva un sorriso che conquistava».

I congiunti hanno voluto ringraziare il dottor Maurizio Mascarin e lo staff dell’Area giovani del Cro, nonché quanti operano nella “Scuola in ospedale”. «Ilaria si sentiva protetta e al sicuro all’interno dell’Area giovani – hanno commentato i familiari –. Ringraziamo di cuore tutto il gruppo».

Quella di Ilaria è una storia che inevitabilmente induce a fermarsi e a riflettere. Un sorriso che si è spento troppo presto, tra l’altro con una rapidità disarmante. La sua forza e il suo coraggio lanciano un messaggio prima di tutto ai coetanei di Ilaria, ma più in generale anche a ognuno di noi, come ha sottolineato la famiglia. «La sua testimonianza di vita contiene un messaggio rivolto innanzi tutto ai ragazzi: bisogna riflettere su quelle che sono le cose realmente importanti nella vita – hanno concluso i congiunti –. Vorremmo che questo venisse percepito raccontando la sua storia».

Ilaria lascia la mamma Sheila, il papà Francesco, il fratello Manuele, i nonni, gli zii e i cugini. L’ultimo saluto verrà dato alle 11 di oggi nella chiesa di Fanna, dove il feretro giungerà dal Cro. La famiglia chiede che eventuali offerte siano devolute all’Area giovani del Centro oncologico di Aviano. —



Video del giorno

I nomi della Rosa. Con Luciana Castellina e Stefano Massini, Francesco Bei e Karima Moual

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi