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Speleologo ferito e “prigioniero” in una grotta: per liberarlo i soccorritori dovranno usare l’esplosivo

CIMOLAIS. Ha passato la notte in una grotta a 2 mila metri di quota, ferito a una spalla e al volto. Per estrarlo hanno lavorato duramente – e continuano a farlo – una quarantina di persone del Soccorso alpino e speleologico, oltre a vigili del fuoco e volontari di protezione civile.

Un incubo a occhi aperti quello vissuto da un 22enne di Roveredo in Piano, rimasto ferito e quindi bloccato – domenica 4 luglio – nella Buca Mongana: è stato raggiunto da un infermiere di Feltre del Soccorso speleologico veneto all’interno della cavità, a 20 metri di profondità, coadiuvato in tarda serata dall’arrivo di due medici.

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