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Intesa chiude due filiali, i sindaci si ribellano: inaccettabile, così si penalizza la Carnia

La filiale di Intesa Sanpaolo a Villa Santina: sarà accorpata a Tolmezzo

VILLA SANTINA. Banca Intesa Sanpaolo prevede a dicembre l’accorpamento della filiale di Villa Santina con Tolmezzo e la chiusura ad Ampezzo.

A lanciare l’allarme è Domenico Giatti, sindaco di Villa Santina, mentre Roberto De Marchi, segretario regionale di First Cisl, spiega che dal punto di vista pratico per gli utenti cambia poco tra chiusura e accorpamento.

«La clientela viene spostata comunque alla filiale di Tolmezzo. Il ritiro dei grandi gruppi dal territorio fa sì che nel tempo tutti gli sportelli saranno chiusi, togliendo un servizio essenziale a quelle comunità. Il personale viene reimpiegato altrove – spiega De Marchi –, i clienti accompagnati verso l’home banking, solo che in montagna è complesso, tra tanti anziani e connessioni internet difficoltose».

«È una cosa gravissima per la Carnia – afferma Giatti –, si continuano a togliere servizi e così le banche fanno pagare alla montagna le loro ristrutturazioni.

A Villa Santina ha già chiuso la Bcc. Le banche sono alla base dell’attività delle imprese (che ne hanno bisogno in loco), ma anche di un giovane che compra l’auto per andare a lavorare e di chi in montagna vuole restare a vivere.

Villa Santina non ha decremento demografico e la zona industriale è in espansione. La Carnia – aggiunge Giatti – non può rinascere con la chiusura della banche, è inaccettabile».

Preoccupazione arrivare anche dalla Comunità di montagna della Carnia, per voce del presidente Ermes De Crignis. «Non c’è nessun dialogo da parte delle banche con noi, contatteremo l’istituto per capire quali margini ci siano. Qui ci sono tanti anziani e per molti di loro il bancomat è ancora un tabù.

E in un momento come questo – aggiunge De Crignis –, con gli investimenti che verranno dal Recovery fund, c’è bisogno di banche in loco. Togliere gli sportelli diventa un grande problema per noi e per le aziende. È un grave errore».

Per Ennio De Luca, responsabile di Sab Federazione per l’alta Italia, «in proiezione futura gli sportelli saranno riservati ai clienti importanti, mentre molto personale lavorerà in call center un po’ più evoluti, ma così si distruggono le comunità locali.

A Villa Santina non si sa se lasceranno almeno le casse per versamenti e prelievi. Il sistema bancario è indirizzato verso app e telefonia – dice De Luca –, ma è un problema in certe fasce di età e in zone con scarsa connettività».

Marco Lenna, sindaco di Forni di Sopra, si era visto proporre da Intesa uno sportello automatizzato per prelievi e versamenti, subito rifiutato. «Abbiamo preteso uno sportello reale, col giro d’affari in paese.

Abbiamo fatto pesare pure che abbiamo la tesoreria comunale con loro, giocando tutte le nostre armi per difendere la filiale, che ci sarà lasciata, spostata in altro edificio», fa sapere Lenna. —
 

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