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A Flambruzzo Don Paolo ultrà in canonica «Ora farò la foto con Meret»

A Flambruzzo fanno il conto alla rovescia per abbracciare e festeggiare Alex

RIVIGNANO. Alex Meret è campione europeo senza aver giocato neppure un minuto a Euro 2020, eppure l’affetto riempie il cuore dei friulani per il portiere futuro titolare del Napoli, originario di Rivignano Teor che nelle prossime occasioni tra i pali confermerà la bravura che gli è ampiamente riconosciuta.

A Flambruzzo

Nel paese di origine di Meret, la frazione di Flambruzzo, non si sono tenute manifestazioni (per evitare assembramenti – dicono gli amministratori – e tenere da conto il finalmente raggiunto azzeramento dei casi Covid), però tutti hanno seguito le partite, compresa quella della vittoria, pensando a lui. Alla gioia per ora trattenuta sarà data la stura non appena Alex potrà rientrare. Lo attende la famiglia, che da tempo non lo vede di persona, non solo a causa dei fitti impegni ma anche per le restrizioni pandemiche. Pensa già all’accoglienza in municipio il sindaco, Mario Anzil, che sottolinea: «Siamo tutti orgogliosi di questo campione di sport e di vita. Infatti Meret, al di là dei meriti sportivi, è sempre stato un ragazzo corretto, che non si è montato la testa nonostante il successo e non ha dimenticato i legami con la comunità di origine. È un doppio onore, per Flambruzzo e per tutto il Comune».

Le parole di Brida
Nessuno immagina che Alex abbia un fan sfegatato di eccellenza: monsignor Paolo Brida: «Da più di qualche anno aspetto di poter fare una foto con lui, dopo il trionfo azzurro sarà la volta buona – afferma il parroco –. È uno di quei ragazzi che non hanno rinnegato l’appartenenza alla piccola comunità, pur dovendosi allontanare dalla famiglia affrontando rischi e sacrifici. Lo stesso Mancini si è formato in un oratorio». Riferisce ancora don Brida: «In canonica abbiamo seguito con un tifo da stadio le partite. Meritatissimo il titolo, nulla è stato regalato, si è giocato con passione, professionalità e umiltà e gli italiani hanno dato prova di vera sportività. Ha vinto l’Italia che non si arrende, che sa fare squadra. Abbiamo visto l’affetto e l’unione fra i titolari e quanti sono rimasti in panchina, ciò dovrebbe far riflettere i nostri giovani – conclude don Paolo –, anche quanti non giocano da professionisti: è la squadra che vince, non il singolo». Anche di questo ha dato prova il difensore del Napoli, esultando nelle sfide vinte, incoraggiando Donnarumma, di cui ora è il vice insieme a Sirigu, e partecipando ai festeggiamenti.

Rivolto di Codroipo
In altri paesi del Friuli Meret è l’idolo, ma a Rivolto di Codroipo per un motivo particolare. È su quel campo che Alex ha fatto le sue prime parate, da dove si è subito capito il talento, arrivato piccolissimo al seguito di un allenatore di Rivignano, Pietro Meneguzzi. La memoria è riferita da Andrea Donada, vicepresidente storico della società. «Conserviamo ancora il suo cartellino – dice il dirigente sportivo –, da qui poi è passato al Donatello Calcio, all’Udinese, prima di decollare verso la Spal e il Napoli, oltre che in Nazionale. Ha vinto anche lui, ha solo la fortuna di avere davanti il portiere migliore del mondo, Donnarumma, da cui però a mio parere non è distante».

Si associa alle espressioni di stima il sindaco di Codroipo, Fabio Marchetti, residente a Rivolto, che sottolinea la valenza dei vivai di paese, da cui possono nascere eccellenze. «L’esempio di piccole realtà come l’Asd Rivolto – rimarca il primo cittadino – sono un esempio di come con pochissimi mezzi e molto volontariato si riesca a formare campioni nello sport, ma soprattutto nella vita. Per questo meritano il nostro plauso e sostegno. Ringrazio tutte le società sportive di Codroipo – conclude il sindaco – che si sono occupate dei settori giovanili nelle rispettive discipline».

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