Il Covid ha spinto sempre più giovani verso la ludopatia. Arriva il decreto Speranza per aiutarli: in Fvg sono seimila i giocatori d’azzardo

Fenomeno diffuso anche in Friuli dove, secondo gli esperti, sono seimila i giocatori problematici. Solo un migliaio di questi chiede aiuto

"La ludopatia è una dipendenza pericolosa che colpisce anche i più giovani. Il primo passo è riconoscerla, ma poi è necessario intervenire. Per questo ho firmato oggi un decreto per l'adozione di un regolamento nazionale per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone affette dal gioco d'azzardo patologico". Lo ha annunciato il ministro della Salute Roberto Speranza, dedicando al tema della ludopatia un post sulla sua pagina Facebook.

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Vengono dunque adottate 'Linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d’azzardo patologico'. E come previsto dal decreto, le Regioni provvederanno a dare attuazione a tali linee attraverso misure che favoriscano l'integrazione tra i servizi pubblici e le strutture private accreditate, gli enti del Terzo settore e le associazioni di auto-aiuto della rete territoriale locale.

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Il Disturbo da gioco d'azzardo (Dga), si legge in una nota diffusa dal ministero della Salute, è una patologia che produce effetti sulle relazioni sociali o sulla salute seriamente invalidanti. Può assumere la connotazione di un vero e proprio disturbo psichiatrico ed è a tutti gli effetti una dipendenza patologica.

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Secondo il precedente Dsm-IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), la prevalenza tra la popolazione adulta varia dall'1 al 3% della popolazione, con una maggiore diffusione tra familiari e parenti di giocatori. L'Istituto superiore di sanità (Iss), si legge ancora nella nota, stima che in Italia l'azzardo è un'attività che coinvolge una popolazione di circa 5,2 milioni 'abitudinari' di cui circa 1,2 milioni sono considerati problematici, ovvero con dipendenza.

L’identikit del giocatore in Fvg
. Sono necessari fino a 3 anni, tra terapia vera e propria e mantenimento, per uscire dal tunnel dell’azzardo. Seimila i giocatori problematici in Friuli Venezia Giulia, ma solo un migliaio chiedono aiuto ai centri specializzati. Uno di questi è il Dipartimento dipendenze dell’Asufc, diretto dalla dottoressa Duilia Zanon.

La gran parte degli habituè friulani delle slot o delle sale corse sono uomini, il 79%. L’età media di chi si rivolge al Dipartimento è di circa 45, 50 anni. Le donne, che rappresentano il 21% del totale dei giocatori, hanno un’età media più elevata, attorno ai 60 anni, perchè cominciano anche a giocare più tardi rispetto agli uomini. Molti, tra i giocatori, hanno un livello di istruzione elevato, ci sono pure i laureati. E tutti hanno un’occupazione qualificata, una parte sono invece i pensionati. Il volume del business legato all’azzardo, fino al 2019 è sempre cresciuto in modo costante, prima dello stop del 2020 caratterizzato per lunghi mesi dal lockdown.

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