Caso mense, parla la responsabile del centro cottura: «Obbedivo ai superiori, ma talvolta mi sono anche rifiutata»

Uno dei piatti serviti ai bambini delle mense scolastiche

UDINE. «Mi sono sempre e solo attenuta alle disposizioni dei miei superiori. Non ho mai pensato che andare al risparmio significasse commettere il reato di frode e quando avevo la percezione che qualcosa non andasse bene mi rifiutavo di farla».

È la linea difensiva di Ketty Bandiera, 45 anni, di Oderzo (Treviso), responsabile d’area e del centro cottura di Motta per la “Ep spa”, ai domiciliari da giovedì 15 luglio per l’ipotesi di reato di concorso in frode nelle pubbliche forniture dei pasti nelle scuole primarie di Udine, Varmo, Trivignano, Tarcento, Arta Terme, Rive d’Arcano, Vito d’Asio e, in provincia di Treviso, Cimadolmo, San Polo di Piave e Motta di Livenza.

L’indagata, difesa dall’avvocato Barnaba Battistella, ha risposto lunedì 19 a tutte le domande del gip di Treviso, Piera De Stefani, che l’ha interrogata per rogatoria per conto del gip di Udine, Emanuele Lazzàro, che ha emesso le misure cautelari.

La presenza di corpi estranei nei pasti, le scarse quantità delle porzioni, la mancata corrispondenza a quanto previsto dai menù, le temperature di trasporto non idonee e i tempi di consegna non corrispondenti a quanto contrattualmente previsto sono solo alcuni dei disservizi contestati dal pm Elisa Calligaris, sulla scorta delle indagini condotte dai carabinieri del Nas, all’azienda di cui Bandiera era dipendente.

«Il fatto che se c’era qualcosa che non andava mi rifiutavo di farlo – ha sostenuto Bandiera – è testimoniato dall’intercettazione in cui mi sono rifiutata di cambiare una bolla. Ero una semplice dipendente e semmai mi attenevo alle direttive di Vaccariello».

Massimo Vaccariello, 57 anni, di Volla, è un altro dei quattro indagati finiti ai domiciliari con Pasquale Esposito, 73, di Napoli, e Agostino Cascone, 33, di Sant’Antonio Abate.

Anche lui sarà interrogato con rogatoria, mentre gli altri due si collegheranno domani via Teams con il gip di Udine.

Sabato 17, intanto, è stata la volta di Rocco Ruggiero, 53 anni, di Molfetta (Bari), colpito dall’obbligo di dimora, in qualità di responsabile commerciale Nord Est della Ep. Difeso dall’avvocato Americo Giacomo Luigi Bramato, di Trani, l’indagato ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

«Attendiamo la copia di tutti gli atti processuali – ha detto il legale –, per esaminarli e valutare se chiedere di essere nuovamente sentiti». —

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