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Pordenone, residenti esasperati per la discarica a cielo aperto in via dello Stadio

PORDENONE. Nove mesi di incuria: sacchetti lasciati fuori dai cassonetti, tubi di gomma, sedie, di compensato cuscini e da ultimo, in questi giorni, tavole di legno scaricate da un uomo con furgone – probabilmente un piccolo artigiano – che prima ha depositato nell’isola ecologica dei cartoni di imballaggio e poi i tavolacci. Il tutto immortalato dagli esasperati residenti della zona.

La carrellata di immagini viene da via dello Stadio ed è il frutto di una situazione che i residenti hanno puntualmente segnalato al servizio Sol. Casi che sono stati anche risolti con l’unità che Gea e Comune hanno voluto per il decoro, «ma non basta rimuovere i rifiuti per risolvere il problema» evidenzia il consigliere Mario Bianchini (La civica).

«Gli abbandoni sono frequenti in molte zone della città – analizza Bianchini –, ma il caso di via dello Stato, con un artigiano che addirittura va a scaricare il furgone, ci dice che non basta ripulire le isole ecologiche, serve un progetto di educazione ambientale, che deve ripartire dai quartieri.

La sensazione è che l’amministrazione gestisca tutto dal palazzo, invece di confrontarsi con la popolazione, invece bisogna ripartire dai quartieri e lavorare sia sulla informazione di come i rifiuti vanno conferiti, sia sul coinvolgimento delle persone per mantenere il decoro nelle aree».

Aggiunge il consigliere di minoranza: «È da tempo che i residenti di via dello Stadio chiedono una telecamera, in questa zona avrebbe senso anche perché parliamo di un’area di sosta vicina a due importanti strutture sportive».

Il problema degli abbandoni – che vale sui conti di Gea per circa 100-120 mila euro l’anno, a carico della fiscalità generale e quindi di tutti i cittadini – è stato affrontato con grande tenacia dall’assessore all’Ambiente Stefania Boltin, ma sembra davvero difficile da debellare.

Anche in largo Cervignano, quartiere popolare vicino a via dello Stadio si sono più volte riscontrati casi di abbandono. Il servizio che Gea e il Comune hanno attivato, ha tempi di recupero veloci. Altri sono i tempi necessari per gli accertamenti e le eventuali sanzioni dei responsabili, comunque in capo alla polizia municipale.

«Rispetto alla telecamera – dice Boltin – solleciteremo Gea e il comando di polizia locale a valutarne l’utilità. È una soluzione che si sta studiando anche per altri casi. Intanto sabato saremo in largo Cervignano con “Puliamo i quartieri”».

Proprio di recente il consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento dei rifiuti – il precedente risaliva al 1990 – che ha inasprito le sanzioni, raddoppiando mediamente il valore minimo. È stata introdotta una sanzione apposita per chi viene a conferire rifiuti prodotti fuori comune – 500 euro –, i cosiddetti “turisti”, e una per chi scarica nelle piazzole ingombranti o rifiuti voluminosi (materassi, arredi ecc): 300 euro.

Multa anche per chi introduce nel compostaggio sostanze dannose (300 euro) e per gli errori più comuni – il conferimento di un materiale in un cassonetto non corretto – si passa da 50 a 100 euro. Il regolamento entrerà in vigore il primo settembre per cui, anche se l’autore degli ultimi abbandoni venisse trovato, per lui si applicherebbero i vecchi importi.

Se per i rifiuti derivati da lavori edili – come ha confermato l’assessore Boltin nei giorni scorsi – c’è un problema di normativa, per gli altri i cittadini non hanno scusanti: potrebbero rivolgersi all’ecocentro o, se impossibilitati, chiamare il servizio di ritiro di Gea: per gli over 65 è gratuito, per gli altri il costo è di 40 euro. Persino inferiore alla sanzione. —




 

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