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Il sì degli imprenditori al Green Pass: «In fabbrica solo se vaccinati, necessario per tutelare aziende e dipendenti»

Gli industriali del Fvg al Governo: servono misure severe per contenere il contagio. Mareschi Danieli, Agrusti e Fantoni: dalla pandemia si esce solo con il vaccino

UDINE. In fabbrica solo i vaccinati, se il Governo accoglierà la proposta di Confindustria, gli industriali friulani sono pronti a lasciare fuori dai cancelli i no vax. L’eventuale adozione del green pass consentirà ai datori di lavoro di superare gli steccati della privacy che ora non consentono agli imprenditori di sapere chi si è vaccinato e quindi di “sospendere” tutti coloro che rifiutano la vaccinazione. I vertici degli industriali del Friuli Venezia Giulia si schierano al fianco di Confindustria nazionale auspicando che il Governo assuma provvedimenti rigorosi. Lo fanno per tutelare le fabbriche e i lavoratori.

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La proposta
A livello nazionale, Confindustria ha chiesto al Governo di consentire ai datori di lavoro di richiedere l’esibizione della certificazione verde valida per regolare gli ingressi nei luoghi di lavoro e per garantire lo svolgimento delle mansione di ogni addetto. Detta così può sembrare semplice, ma nella realtà non lo è anche se il contenimento dell’infezione da Sars-Cov2 è una necessità per continuare a mantenere aperti gli stabilimenti produttivi e, quindi, per garantire un’occupazione a migliaia di persone. Ma andiamo con ordine.

 


Confindustria Udine
La prima a sposare in toto la proposta di Confindustria nazionale è stata la presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli. «Il green pass non è né immorale né anticostituzionale. La nostra Costituzione – sottolinea Mareschi Danieli – tutela la salute dei cittadini quale interesse della collettività». La presidente di Confindustria Udine ritiene sia «ammissibile limitare la libertà di chi pur potendolo fare decide deliberatamente di non vaccinarsi. Vorrei – continua Mareschi Danieli – che, a questo punto, la comunità scientifica si mettesse tutta insieme per dichiarare a gran voce l’indispensabilità del vaccino per uscire dalla pandemia e per tornare a una vita normale, ovviamente normale secondo quelli che sono o nostri nuovi canoni». La presidente sollecita «una posizione netta fra vaccinati e non vaccinati distinguendo chi, per varie ragioni di salute, è impossibilitato a farlo». Detto tutto ciò, Mareschi Danieli ribadisce: «Green pass sì per fare qualunque cosa per quanto ci compete».

Confindustria Alto Adriatico
Altrettanto favorevole alla vaccinazione obbligatoria e quindi al green pass alla francese si è dichiarato il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti: «Condivido il modello Macron – insiste –, il green pass è decisivo per mantenere vive le aziende e garantire la salute dei dipendenti». Agrusti ricorda, infatti, che Confindustria Alto Adriatico ha messo a punto, in collaborazione con le associazioni dei lavoratori, i primi protocolli per organizzare gli ingressi in sicurezza. «Abbiamo fatto oltre 210 mila tamponi antigenici e continuiamo a farli, abbiamo collaborato alla campagna vaccinale con sette hub e oltre 10 mila vaccinati, in questo modo il nostro territorio ha avuto meno contagiati dal virus» fa notare Agrusti nel dirsi convinto che «il green pass dovrebbe essere utilizzato in tutti i luoghi in cui c’è una compresenza significativa di persone, è un modopera rafforzare la sicurezza di chi lavora in fabbrica».

Come per i protocolli anti Covid, Agrusti pensa di definire le modalità di applicazione del green pass con le organizzazioni sindacali: «Ci confronteremo con loro, oggi la ragionevolezza deve portare a comportamenti responsabili». E ancora: «L’obbligatorietà del green pass, trasporti compresi, è un richiamo a chi non vuole vaccinarsi , mettendo a rischio se stessi e gli altri. Non capisco perché la stragrande maggioranza della popolazione dovrebbe subire nuove restrizioni a causa dei no vax, non è una scelta individuale, bensì di salute pubblica. La libertà di infettare non può essere garantita».

L'imprenditore
L’aumento del contagio e il rischio di dover richiudere gli stabilimenti preoccupa gli industriali. «Siamo pienamente consenzienti e favorevoli al green pass. Osservando i dati del contagio che continuano ad aumentare, abbiamo già pianificato l’esecuzione dei test rapidi a tutto il personale» riferisce il presidente dell’omonimo gruppo, Giovanni Fantoni, nell’assicurare l’impegno dell’azienda nell’attività di tracciamento e monitoraggio del contagio. Fantoni auspica che il Governo adotti provvedimenti severi che consentano di evitare, magari anticipando le ferie, gli ingressi in fabbrica dei no vax per contenere il rischio contagio.

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