Flambruzzo in festa per Alex Meret, il portiere friulano campione d’Europa

RIVIGNANO TEOR. Il momento dei festeggiamenti è arrivato anche nel Medio Friuli, dopo la vittoria della Nazionale italiana di calcio ai Campionati europei.

L’amministrazione comunale di Rivignano Teor è pronta, infatti, ad accogliere il “suo” Alex Meret, 24enne estremo difensore del Napoli e degli azzurri, nato e cresciuto a Flambruzzo. Il terzo portiere della Nazionale del Ct Roberto Mancini, che con tenacia e passione è arrivato fino a questo grande traguardo, giovedì, 22 luglio, ritornerà a casa per le celebrazioni a lui dedicate.


Alle 18, nell’area festeggiamenti di Flambruzzo, il coro Pueri cantores intonerà l’inno di Mameli, mentre le squadre giovanili di calcio del Rivignano e del Teor potranno passare qualche momento con Alex, vederlo da vicino e farsi ispirare dalla sua esperienza. All’evento sarà presente la sua famiglia e tutta l’amministrazione Anzil, orgogliosa di poter festeggiare il campione di casa.

«Siamo fieri di Alex – afferma il sindaco Mario Anzil –, che con i suoi successi sportivi e con il rispetto di sani valori ha fatto conoscere ovunque il buon nome dei nostri paesi. Vogliamo tributargli un omaggio perché oltre a essere un campione e un grande sportivo, è un ragazzo che ha saputo rispettare gli importanti principi di correttezza e non ha mai dimenticato le sue origini».

«Un campione di sport e di vita – rileva il primo cittadino – e per questo non possiamo che essere doppiamente orgogliosi di lui».

Classe 1997, il giovane portiere di Flambruzzo si è sempre distinto per il suo talento e la sua passione, ha iniziato a giocare nelle giovanili del Rivolto per poi approdare al settore giovanile dell’Udinese, al Napoli e in Nazionale fino alla vittoria agli Europei. Per questo tutti i suoi concittadini desiderano celebrarlo nel migliore dei modi.

Ad accogliere il campione ci sarà anche un invitato speciale, don Paolo Brida, presente alla cerimonia in veste di prete, ma anche di tifoso del portierone friulano.

«È un bel momento per la comunità e anche per il ragazzo – dice il parroco –, vedere che il suo paese lo ricorda ed è sempre presente a sostenerlo. Certamente un onore per tutti noi e per me, sia come tifoso sia come prete. Credo sia importante sottolineare che questo giovane, nonostante la notorietà, non ha mai dimenticato le sue radici pur andando via dalla sua famiglia e dal paese».

«È un campione in tutti i sensi – conclude don Brida –, ha onorato il nome del paese e della sua famiglia. I bambini e i ragazzi presenti all’evento avranno l’opportunità di vedere un esempio di persona che ha faticato e perseverato con costanza per raggiungere i suoi obiettivi».

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