In Fvg positivi raddoppiati in due settimane: a decidere sulle strette saranno anche i ricoveri

Risale l’Rt in regione, ma resta per ora lontana la soglia delle ospedalizzazioni che potrebbe far scattare la stretta  

UDINE. Come un anno fa, ma col vaccino a ridurre, anche in prospettiva, gli effetti più gravi della pandemia, vale a dire ospedalizzazioni e ricoveri. In Friuli Venezia Giulia il coronavirus ha ripreso a circolare, con un raddoppio dei contagi nell’arco di un paio di settimane e il conseguente, probabile incremento dell’Rt oltre quota 1, come del resto il report settimanale della cabina di regia nazionale evidenzierà tra oggi e domani pure per tante altre regioni. Un dato non favorevole, ma che non riporterà comunque l’Italia in giallo almeno finché un altro parametro, quello dell’incidenza dei positivi sulla popolazione, rimarrà sotto controllo (la soglia da non superare è 50/100.000).



Ieri, per un aggiornamento dei sistemi informativi, la Regione non ha potuto comunicare i numeri sulle 24 ore: lo ha confermato in serata il vicegovernatore Riccardo Riccardi. La fotografia delle ultime tre settimane è però molto chiara. In Fvg, dal 28 giugno al 4 luglio, si sono contate 85 infezioni, una dozzina al giorno. Dal 5 all’11 luglio si è saliti a 100, ma dal 12 al 18 luglio, con 161, si è di fatto arrivati al raddoppio rispetto a quindici giorni prima. Il rialzo della curva è indiscutibile, ma l’incidenza non desta al momento preoccupazioni. A livello regionale siamo a 13 contagi settimanali ogni 100.000 abitanti, con la provincia di Trieste che rimane la più colpita (23), quindi Gorizia con 14, Pordenone con 10 e Udine con 8.

Le buone notizie arrivano dagli ospedali. Temperature elevate della stagione estiva e vaccino, nemici del virus, non sono riusciti ancora a svuotare completamente le strutture regionali dai pazienti Covid, ma l’incremento delle ultime settimane non ha avuto sin qui ripercussioni pesanti. Se a cavallo tra giugno e luglio si era scesi a 6 ospedalizzati, la scorsa settimana si è risaliti, ma non si è andati oltre i 9 ricoveri nei reparti e media e bassa intensità. Un quadro dunque che conforta, oltre che per la salute delle persone, anche perché il personale del Servizio sanitario regionale, dopo mesi di sforzi intensissimi, ha visto non poco diminuire il carico di lavoro sul fronte della pandemia.

Guardando a quello che potrà accadere nelle prossime settimane, l’obiettivo è ovviamente di vaccinare quante più persone possibili. Quanto al rischio di zona gialla, se verrà confermata l’ipotesi di lavoro della soglia di occupazione delle terapie intensive pari al 5% dei posti letto a disposizione e al 10% per quanto riguarda i reparti ordinari, i calcoli non sono complicati. Il Fvg, per rimanere sotto quei limiti e restare in zona bianca, non dovrà superare i 9 pazienti in terapia intensiva e i 128 nelle aree mediche. Ieri il governatore del Fvg e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha peraltro dichiarato in un collegamento su Rai 2 che la Conferenza «ha escluso percentuali di occupazione così basse, perché sarebbe ingiustificabile chiudere il Paese con gli ospedali vuoti».

Mercoledì 21 luglio la commissione salute della Conferenza ragionerà su queste percentuali in vista della proposta al governo: non è escluso che per le intensive si salga al 15% e al 20% per le aree mediche. L’esecutivo, che secondo alcune fonti è orientato a imporre un utilizzo stringente del Green Pass, da estendere addirittura ai servizi alla persona, approverà giovedì il nuovo decreto. Attenzione dunque sempre massima a una campagna vaccinale che ha visto il Fvg toccare ieri il milione 244 mila 101 somministrazioni, di cui 690.179 sono state le prime dosi e le monodosi Johnson & Johnson, con il ciclo completo che copre ora 577.049 persone, pari al 48% della popolazione residente. 

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