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L’avviso della Farnesina: «Se andate all’estero fate un’assicurazione privata»

LaPresse

La comunicazione dell’Unità di crisi degli Esteri a un tour operator. Prenotazioni dimezzate 

ROMA. Qualsiasi spostamento all’estero, in questo momento, comporta un rischio sanitario. Se volete partire, almeno fatevi una polizza assicurativa. Dalla Farnesina era partito un avvertimento simile già una settimana fa. Stavolta il messaggio dell’Unità di crisi del ministero degli Esteri è stato recapitato a un tour operator, che ha organizzato un viaggio in Grecia per 400 ragazzi italiani, in partenza dopodomani da Ancona, destinazione Corfù. «In molte isole greche la presenza di stranieri contagiati è significativa – si spiega nella lettera – e sta causando rallentamenti e difficoltà alle autorità sanitarie locali nel reperire alloggi adeguati nei Covid-hotel».



Si tratta soprattutto di giovani, che «sono inevitabilmente più esposti al rischio sanitario derivante dalla convivenza e dalla condivisione, che sono il presupposto di questo tipo di viaggi». Al momento, gli italiani bloccati all’estero in quarantena sono un migliaio, circa un terzo è risultato positivo al Covid, la maggior parte era in vacanza-studio a Dubai e a Malta, ma ci sono vari gruppetti sparsi anche in Spagna e, appunto, in Grecia. Paese, quest’ultimo, che la scorsa estate, nonostante la pandemia, ha accolto ben 400mila italiani in vacanza, fanno sapere dalla Coldiretti.

Quest’anno sarebbe meglio restare in Italia, Luigi Di Maio non lo dice, ma lo fa capire: «Da italiano, se dovessi scegliere una meta dove trascorrere le vacanze estive - ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri - non avrei dubbi: sarebbe sicuramente l’Italia».



Chi, però, vuole andare in altri Paesi viene invitato dalla Farnesina a valutare non solo i rischi sanitari, ma anche i «possibili costi aggiuntivi, anche psicologici ed emotivi», legati a questi viaggi.

Per i ragazzi diretti a Corfù, ad esempio, «laddove risultasse impossibile, per temporanea indisponibilità delle strutture, il trasferimento dell’interessato presso un Covid-hotel – avvisano dalla Farnesina - i costi della permanenza in Grecia per il periodo di isolamento sarebbero a carico del viaggiatore, così come quelli del test a cui sottoporsi al termine della quarantena». E allora «è indispensabile dotarsi di adeguata polizza assicurativa che copra i rischi connessi a Covid-19». Il costo delle polizze attivabili online, con i requisiti minimi per non dover pagare di tasca propria i tamponi, le cure mediche e, soprattutto, l’eventuale prolungamento del soggiorno causa quarantena, varia dai 40 ai 60 euro a persona, con condizioni da leggere molto attentamente. Scuolazoo, il tour operator che porterà i 400 ragazzi in Grecia, fa sapere che «tutti i pacchetti viaggio hanno inclusa una polizza assicurativa Covid e abbiamo già individuato strutture ricettive da dedicare ai connazionali che eventualmente risultassero positivi, senza attendere le direttive delle autorità greche». Per ora nel gruppo non ci sono state defezioni, «solo tante domande, ma i ragazzi non vedono l’ora di partire e i loro genitori sanno che un viaggio organizzato offre più tutele del fai da te».

Non possono spargere uguale ottimismo le agenzie di viaggio, che già avevano segnalato l’esiguo numero degli italiani pronti ad andare in vacanza all’estero, il 15% del totale delle prenotazioni. Gli altri restano in Italia, uno su tre addirittura nella propria regione (sempre secondo un’indagine Coldiretti). Ora dalla Fiavet (Federazione delle imprese di viaggio e turismo) raccontano di un crollo delle prenotazioni, -50% la scorsa settimana rispetto a quella precedente, dimezzate nel giro di pochi giorni. «In questo clima di incertezza, la gente magari si informa, ma poi non conferma la prenotazione – spiega la presidente Fiavet Ivana Jelinic – chi deve partire ad agosto aspetta fino all’ultimo, per capire come evolve la situazione».

E l’incertezza non riguarda solo le destinazioni straniere, dalla Spagna alla Grecia, ma anche le mete italiane: «Abbiamo registrato meno prenotazioni e diverse cancellazioni in Sardegna e in Sicilia, anche per le settimane centrali di agosto», aggiunge Jelinic. Il timore è di andare incontro a un’altra estate di passione: «Rispetto all’anno scorso, in cui avevamo avuto perdite del 70% del fatturato, abbiamo previsto una crescita del 25% – dice Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria - se dovessimo restituire le caparre come a marzo-aprile 2020 non avremmo più le risorse per andare avanti». 
 

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