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Infermieri no vax sospesi, in vista i primi ricorsi al Tar. Le telefonate delle case di riposo: «Ora che facciamo?»

PORDENONE. Sono le strutture sanitarie private e le case di riposo a fare i conti con i primi provvedimenti dell’Asfo (Azienda sanitaria Friuli occidentale) e dell’Ordine degli infermieri nei confronti degli iscritti non vaccinati al Covid-19. Ieri sono arrivate telefonate con richieste di chiarimenti all’Ordine, ma la risposta è stata che, in assenza di motivazioni sanitarie o fino al vaccino degli iscritti interessati dai provvedimenti di sospensione, le sanzioni resteranno in vigore.

Sono soprattutto le strutture di minori dimensioni a dover fare i conti con la sopravvenuta impossibilità di lavorare degli infermieri non vaccinati, anche se dei 73 sospesi dall’Ordine presieduto da Luciano Clarizia il 70% è in pensione. «Ho ricevuto tre telefonate - ha confermato Clarizia - da parte di case di riposo e strutture private che chiedevano chiarimenti in merito alla sospensione stabilita lunedì scorso. Ho detto a tutti che è quanto prevede la legge e che nel momento in cui la loro situazione sarà chiarita noi procederemo a cancellare la sospensione». Il problema è legato anche alla carenza di infermieri, difficili da sostituire da un momento all’altro. All’Ordine, intanto, aspettano l’esito di ulteriori accertamenti su iscritti che non si sarebbero vaccinati.


La questione riguarda anche gli operatori socio sanitari. Venerdì scorso il dipartimento di prevenzione ha cominciato a notificare gli atti di accertamento di inottemperanza al vaccino anche a questa categoria, a cui appartengono figure che contribuiscono in maniera rilevante alla gestione di reparti ospedalieri e case di riposo. Personale che in questo caso non ha un ordine, ma deve essere sospeso dal datore di lavoro, dopo una valutazione sull’impossibilità di spostarlo ad altre mansioni. Figure, anche quelle degli operatori socio sanitari, che è difficile reperire da un giorno all’altro.

In arrivo, infine, i primi ricorsi al Tar. Il Codacons ha fissato una riunione lunedì 26 luglio alle 11 nello studio dell’avvocato Vitto Claut, in viale Martelli 16. «Sono già stato contattato da una ventina di infermieri sospesi – ha detto Claut nella tarda serata di ieri, quando si è diffusa la notizia – e valuteremo le modalità di ricorso contro questi provvedimenti che ritengo ingiusti, sia le sospensioni dal lavoro che quelle dall’Ordine professionale».

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