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È morto a 104 anni Enore Quagliaro: inventò la denominazione della Pattuglia acrobatica nazionale

CODROIPO. Una vita lunghissima che aveva superato il secolo quella di Enore Quagliaro. Un’esistenza che si è conclusa a 104 anni mercoledì scorso all’ospedale di San Daniele, dove era ricoverato da una settimana per il riacutizzarsi di una patologia che l’aveva colpito di recente.

Meglio conosciuto come “l’aviator”, Quagliaro era considerato un pioniere prima e un’istituzione poi a Rivolto dalla Pattuglia Acrobatica Nazionale.

Il primo marzo del 1961 nell’aeroporto di Rivolto, impegnato come tecnico motorista aereo (assieme ad una decina di colleghi) dopo il trasferimento dall’aeroporto militare di Istrana, contribuì a creare l’acronimo “Pan” che contraddistingue la formazione speciale, apprezzata a livello internazionale.

Da allora fino a quando è andato in pensione Quagliaro aveva seguito sempre la Pattuglia acrobatica in tutte le sue esibizioni in Europa. Era nato il 12 aprile del 1917 a Villalta di Fagagna, penultimo di dieci fratelli sei maschi e quattro femmine.

A soli 15 anni partì per Torino per andare a lavorare alla Fiat. Giovanni Agnelli viste le sue spiccate capacità, da subito lo inserì nel settore dei motori aerei nei Cr32. Nel 1936 Quagliaro è entrato in Aeronautica.

«Quando era scoppiata la seconda guerra mondiale io ero a Gorizia; se la guerra è stata dichiarata il 10 giugno, il Quarto Stormo dell’aeronautica militare l’11 giugno era già in Africa», aveva raccontato in un intervista a Giacomo Viola nel 2009.

«Di questo periodo – ricorda la figlia Patrizia – raccontava sempre degli aneddoti. Era presente quando è successo l’incidente a Italo Balbo: lui era a terra, non era chiaro nemmeno a mio padre come e cosa era realmente accaduto in quell’occasione».

Ricoverato in ospedale, Quagliaro si salvò dall’incidente che nel 1968 a Rivolto costò la vita a diciassette colleghi tecnici: allora un aereo in fase di decollo si schiantò a terra. Un fatto che comunque lo segnò, tanto che nel 1972 decise di andare in pensione.

L’ex tecnico dell’Aeronautica era anche era un convinto friulanista: era stato il primo consigliere comunale a Fagagna del Movimento Friuli, poi si era dedicato alle viti e all’orto.

Padre di due figlie Patrizia e Laura, nonno di quattro nipoti e otto pronipoti, si era sposato nel 1949 con Diletta Lucardi scomparsa sei mesi fa a 94 anni. Una unione durata ben 72 primavere.

Volitivo, preciso, severo, persona di grande fede teneva da anni un diario giornaliero dove scriveva i fatti accaduti e il meteo.

Viveva nella sua casa circondato dall’amore della figlia Laura e di tutti i parenti senza mai avere una badante, dava il merito della sua lunga esistenza all’amata moglie. L’ultimo saluto lunedì, alle 17, nella chiesa di Villalta di Fagagna. —

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