La protesta ora dilaga in tutta Italia, manifestazioni anche a Udine, Trieste e Pordenone

Oggi cortei nelle città, mercoledì i falchi del Carroccio manifesteranno a Roma. Chat noVax dei vigili romani: polemiche 

ROMA. Magari fosse solo un problema di nome. L’Accademia della Crusca consiglia di non chiamarlo “green pass”, un termine “infelice ed equivoco”, bensì “certificato Covid”. Su Facebook, nei gruppi nati per protestare contro l’ultimo provvedimento del governo, c’è chi lo definisce “passaporto schiavitù” e chi parla di “dittatura del pass”. Uno dei più numerosi, oltre 25mila iscritti, si chiama “No green pass! Adesso basta! ”, dov’è pubblicata la lista delle manifestazioni convocate per oggi alle 17, 30, in contemporanea, in oltre venti città italiane.

Dopo la piazza di Torino, sull’onda della conferenza stampa del premier Draghi, centinaia di “no pass” si sono radunati ieri a Trieste. Oggi saranno a Milano, Roma, Firenze, Bologna, Napoli, Palermo. Al momento, fanno sapere dal Viminale, nessuna allerta specifica per l’ordine pubblico, ma si temono assembramenti selvaggi.


Rischia di provocare nuove tensioni nella maggioranza di governo, invece, l’appuntamento di mercoledì sera in Piazza del Popolo a Roma: una fiaccolata intitolata «Liberi di scegliere, no green pass obbligatorio», organizzata dal “Comitato libera scelta”, spuntato sui social tre giorni fa. Si definisce «di liberi cittadini, apartitico e apolitico, aperto a chiunque intenda sostenere la piena libertà di scelta in materia sanitaria». In realtà, pare che tra gli ispiratori ci sia il senatore della Lega Armando Siri, che mercoledì sarà in prima fila e su Facebook dice: «Non è più una questione sanitaria, ma ideologica. Nessuna limitazione di libertà trova giustificazione. Esibire il green pass per andare al ristorante? Follia».

Almeno una decina i parlamentari leghisti che aderiscono alla fiaccolata, tra cui gli economisti salviniani Alberto Bagnai e Claudio Borghi, quest’ultimo deciso a difendere «i bambini e i ragazzi dai dodici anni in su, che saranno tagliati fuori da piscine, campi da basket, musei». E ancora il senatore Simone Pillon: «Non si possono costringere le persone a vaccini che sono ancora nella fase sperimentale». Poi Emanuele Cestari, Alessandro Pagano, Matteo Micheli, Alex Bazzaro, Marco Zanni, Roberta Ferrero. Non risulta che Matteo Salvini abbia richiamato all’ordine i suoi, ricordando loro che i ministri della Lega hanno votato per il provvedimento in cdm. Un via libera duramente criticato da diversi elettori della Lega sulla pagina Facebook del partito. Le facce degli esponenti leghisti campeggiano, insieme ad altri parlamentari noti come Vittorio Sgarbi e Gianluigi Paragone, sulla pagina Facebook di chi ritiene «inaccettabile e indegno di un Paese libero il green pass obbligatorio per vivere».



Sui social si sta organizzando anche una sorta di disobbedienza che segue l’hashtag #ilpassnonpassa. «Mi rifiuto di fare il poliziotto – dice Ernesto Milani, titolare di una pasticceria a Rovigo – si tratta di una discriminazione e non mi prendo questa responsabilità. Qui potranno entrare tutti liberamente». La palestra Gold Gym di Riva di Chieri, Torino, attaccherà all’ingresso il cartello della protesta: «Qui non chiediamo il green pass per entrare. Noi vogliamo solo fare il nostro lavoro, che non è quello dei controllori». Poi una gelateria di Orgosolo, provincia di Nuoro, la cui titolare dice: «Ogni giorno ne inventano una nuova, dietro ci sono sempre le sanzioni, per continuare a svuotare le nostre tasche». Fa discutere, infine, anche la presa di posizione di alcuni vigili urbani di Roma, che in gruppi WhatsApp hanno condiviso l’immagine di una svastica su sfondo verde e la scritta «Green pass obbligatorio, lotta perché non accada». «Farò di tutto per non essere destinato ai controlli sul green pass – dice Marco Milani, segretario romano aggiunto del Sulpl, il sindacato dei lavoratori della polizia locale – Vedrete che il tasso di applicazione sarà nullo, non faremo le multe». –


 

Video del giorno

Faccia a faccia tra il direttore Massimo Giannini e Carlo Petrini sul futuro del cibo e la sostenibilità

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi