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Dipendenti della sanità, sindacati divisi sugli straordinari: firmano Cisl e Uil, non la Cgil

UDINE. Cisl e Uil trovano l’accordo con l’assessorato alla Salute per la destinazione dei 16 milioni di euro di Risorse aggiuntive regionali (Rar), ma non la Cgil che non firma e così, esattamente come per i fondi stanziati a favore della sanità privata convenzionata un paio di settimane fa, le tre principali organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori del Paese si spaccano.

Il sindacato rosso finisce nuovamente isolato e si prepara al sit-in di protesta di martedì 27 luglio, all’esterno del Consiglio regionale, per chiedere alla giunta di centrodestra maggiori stanziamenti (e assunzioni) a favore della sanità pubblica.

L’accordo siglato lunedì 26 è valido a tutti gli effetti considerato come Cisl e Uil rappresentino, rispettivamente, circa il 31% e il 28% dei dipendenti sindacalizzati – mentre la Cigl “pesa” più o meno il 13% – e dunque, assieme, formano percentualmente la maggioranza assoluta del personale del comparto.

La Cisl, rappresentata dal segretario generale della Funzione pubblica Massimo Bevilacqua e da quello con delega alla sanità Nicola Cannarsa, e la Uil, con il numero uno della Fpl Luciano Bressan, hanno firmato l’accordo dopo la promessa, da parte dell’assessore Riccardo Riccardi, dello stanziamento di ulteriori 5 milioni in assestamento di Bilancio destinati alle attività straordinarie connesse all’emergenza Covid.

«Si tratta di una firma di massima responsabilità, giunta dopo un vero e aperto confronto con l’assessore alla Salute – spiegano i rappresentanti dei due sindacati –. La definizione dell’accordo con le integrazioni richieste dalle segreterie di Cisl e Uil, infatti, mette in campo una risposta concreta all’impegno dei professionisti che si sono spesi nel fronteggiare e garantire l’attività sanitaria, amministrativa, tecnica e di supporto durante i mesi della pandemia.

La valorizzazione economica data dalle Rar, gli ulteriori 5 milioni di euro messi a disposizione dalla giunta per le attività legate al Covid, una parte del finanziamento nazionale per il piano vaccinale e l’autorizzazione alle prestazioni aggiuntive per infermieri, tecnici di radiologia e assistenti sanitari, figure difficili da reperire sul mercato, sono la risposta che Cisl e Uil si aspettavano quale garanzia per poter sottoscrivere l’accordo».

Bevilacqua, Cannarsa e Bressan vanno anche oltre nella loro analisi. «Ulteriori e inutili ritardi nella sottoscrizione dell’accordo – proseguono – avrebbero penalizzato significativamente il personale.

Ora speriamo che, in tempi brevi, inizi il vero confronto nel merito e nel metodo con le Aziende del Sistema sanitario rispetto alla declinazione dell’accordo regionale che rafforza il concetto di premialità e supera in modo assolutamente soddisfacente l’iniziale insufficienza di risorse necessarie per il pagamento dell’attività extra-orario, garantendo così il saldo delle ore accumulate attraverso un’equa ripartizione dei fondi tra le aziende nel rispetto della territorialità». Criterio, questo, molto caro a Cisl e Uil.

La firma di lunedì, concludono, arriva dopo un iter molto serrato «e un periodo di grande difficoltà dettato dall’emergenza» pandemica. A marzo, infatti, era stato sottoscritto «l’accordo “stralcio” riguardante l’utilizzo di una parte delle risorse regionali aggiuntive, finalizzate alla valorizzazione della “continuità assistenziale».

I primi mesi del 2021, poi, «sono stati particolarmente complessi da gestire per quanto riguarda l’attività assistenziale: la pandemia, lo stato di emergenza e la campagna vaccinale hanno messo a dura prova il sistema organizzativo» con «gli ospedali e il territorio sovraccaricati in modo importante e, per questo motivo, l’attenzione delle nostre organizzazioni sindacali non poteva che essere rivolta al personale che ha contribuito direttamente e indirettamente nel contenere e gestire l’emergenza».

Soddisfatto per l’accordo è anche l’assessore Riccardi. «È un ottimo risultato – commenta il vicepresidente della Regione – e sono davvero felice che due organizzazioni sindacali importanti come Cisl e Uil abbiano condiviso il testo proposto sulla base, tra l’altro, di condizioni condivise.

Noto, in ogni caso, che esistono sindacati che cercano di trovare soluzioni utili ai dipendenti del comparto e altri, invece, che si dedicano a sit-in di protesta di cui non capisco il senso. Se poi qualcun altro vorrà firmare l’accordo noi siamo a disposizione.

Ma sulla base del testo condiviso con Cisl e Uil, non di quello che vorrebbe ormai soltanto qualcuno che si occupa, e preoccupa, più di presidi che di temi importanti per chi lavora all’interno del sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia». —


 

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