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Sorpreso a imbrattare i muri degli uffici del Comune, consigliere costretto a dimettersi

Giovanni Candusso, del gruppo Misto, è stato visto dal sindaco mentre vergava una scritta fuori da villa Serravallo. Indagato per danneggiamento, è stato spinto al passo indietro

SAN DANIELE. «Messagge… », con falce e martello al posto delle G. Una scritta lasciata a metà, abbozzata sulla parete esterna di Villa Serravallo, elegante palazzina di inizio Novecento che ospita gli uffici comunali delle Attività produttive. A vergarla, colto praticamente sul fatto dal sindaco Pietro Valent, è stato il consigliere comunale Giovanni Candusso, ex della Lega, che ora è indagato per danneggiamento aggravato. I carabinieri della stazione di San Daniele stanno indagando per verificare l’eventuale collegamento tra l’episodio, che risale alla tarda serata di mercoledì 21 luglio, e altri analoghi atti di imbrattamento registrati negli ultimi due anni nel Collinare. In attesa delle decisioni della magistratura (i militari del comandante Alfredo Scudeler hanno già trasmesso gli atti in Procura), l’azione di Candusso ha già prodotto un primo effetto pratico, sul terreno politico: nella mattinata di lunedì 26 luglio, al termine di un incontro in municipio con Valent, il consigliere comunale del Carroccio ha rassegnato le proprie dimissioni. Al suo posto in aula dovrebbe entrare la prima dei non eletti nelle liste della Lega, Tiziana Marcuzzi.


L’episodio
Mercoledì, al termine della seduta consiliare poco prima di mezzanotte, il sindaco stava accompagnando il segretario comunale Simona Santoro a depositare nella sede del municipio i faldoni con i documenti relativi alla riunione dell’assemblea civica. Davanti a villa Serravallo ha notato prima una figura allontanarsi a passo spedito, poi la scritta con spray nero sul muro del fabbricato. Il primo cittadino, che era in auto, ha seguito l’uomo, riconoscendolo per Candusso: il consigliere, prima che Valent potesse avvicinarlo per parlarci, si è definitivamente dileguato. Il sindaco ha immediatamente allertato i carabinieri, che dopo i primi rilievi hanno dato il nullaosta alla rimozione della scritta, cancellata dagli operai comunali già nella mattinata di giovedì. Candusso, contattato dallo stesso numero uno della giunta comunale ha poi ammesso le proprie responsabilità.

Le indagini
Bocche cucite dall’amministrazione comunale in questi giorni, anche per consentire lo svolgimento delle indagini da parte dei carabinieri, che dovranno valutare possibili collegamenti tra l’imbrattamento di villa Serravallo e altri episodi simili accaduti nel recente passato (la svastica sulla casa di una deportata, le lettere antisemite inviate a quattro consiglieri della minoranza). «Chi sbaglia paga, ci stiamo spendendo perché passi chiaramente questo messaggio – indica Valent -. Una persona, che sia un cittadino comune o un consigliere comunale, deve rispondere delle proprie azioni: quando ho sorpreso Candusso non ho pensato un attimo a chiamare le forze dell’ordine».

Il risvolto politico
Domenica sera il sindaco ha chiamato Candusso, convocandolo ieri mattina in municipio. Nel corso della riunione, alla quale hanno preso parte il vicesindaco Mauro Visentin e all’assessore Adriano Trus, l’ex consigliere comunale è stato convinto a compiere un passo indietro, formalizzato nella stessa mattinata di lunedì.

L’opposizione incalza e se la prende proprio con Valent: «Da quando il sindaco Valent è stato eletto, la vita della comunità di San Daniele è avvelenata da scritte contro gli ebrei, le donne, la stampa, i consiglieri di minoranza, esponenti del mondo della cultura. Alcuni di questi atti sono stati anonimi. Altri sono stati fatti ripetutamente in pubblico dal consigliere Giovanni Candusso, militante della Lega. Abbiamo assistito a votazioni in Consiglio comunale con il saluto romano, a interviste telefoniche inneggianti a Mussolini, a post sui social a sfondo antisemita, a dichiarazioni contro le donne. Negli ultimi tre anni l’immagine di San Daniele è stata danneggiata a livello nazionale. Veniamo ora a sapere che il consigliere Candusso è stato colto sul fatto, mentre imbrattava il Muro della Villa Municipale con scritte contro il Messaggero. Candusso ha finalmente dato le dimissioni, cosa che noi invochiamo da molto tempo», si legge in una nota firmata
da Fabio Spitaleri, capogruppo di “San Daniele Bene Comune” e Paolo Menis, consigliere comunale dello stesso gruppo.

«Le dimissioni di Candusso però non bastano. Anche il sindaco Valent si deve dimettere. È Valent che ha candidato Candusso, nonostante i suoi trascorsi di militante dell’estrema destra, a tutti noti in Città. È sua la responsabilità di averlo candidato al Consiglio comunale. Valent si è sempre rifiutato di prendere posizione contro Candusso e di chiederne pubblicamente le dimissioni, perché il suo voto in consiglio comunale faceva molto comodo per non perdere la maggioranza. Valent e Candusso vanno “a braccetto” nei gazebo della Lega e conducono orgogliosamente assieme le iniziative di questo partito».

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