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Eugenio, il leader della piazza che si informa su Facebook e Youtube: «La gente prende per buono quello che dice la tv»

il pensionato udinese Eugenio Pidutti, settantuno anni, licenza media, ex poliziotto, si è deciso a salire sul terrapieno davanti alla loggia di San Giovanni e ha preso la parola per primo spiegando alla folla che cosa lo aveva portato a partecipare. È stata lui la star. L’intervista dopo la manifestazione no green pass  

UDINE. In una piazza Libertà piena di gente, sabato scorso, circa ottocento persone gridavano in coro “Libertà, libertà” e battevano le mani, manifestando contro i vaccini e il Green pass. Ma nessuno sembrava voler guidare il raduno che si era concretizzato attraverso la diffusione sui social-network di un “volantino” con il quale si annunciava l’evento “Per la libertà” e si fissava l’appuntamento in pieno centro.

Allora lui, il pensionato udinese Eugenio Pidutti, settantuno anni, licenza media, ex poliziotto, si è deciso a salire sul terrapieno davanti alla loggia di San Giovanni e ha preso la parola per primo spiegando alla folla che cosa lo aveva portato a partecipare. È stata lui la star.


Signor Pidutti, lei ha spiegato di non essere tra gli organizzatori della manifestazione, come mai ha preso la parola?

«Chi ha organizzato ha gettato il sasso, ma poi ha nascosto la mano. Ormai eravamo tutti lì, c’erano i cori, ma nessuno diceva nulla. E così ho pensato... almeno salutiamoci, parliamoci. Ecco perché mi sono rivolto alla gente».

Che cosa ha detto alle persone presenti in piazza?

«Inizialmente ho fatto notare che hanno sempre detto che questo virus del Covid avrebbe colpito prevalentemente le case di riposo e le famiglie. Non è mancato nemmeno un politico. Come mai?». Quando Pidutti ha detto che non era morto nessun politico la piazza ha applaudito e urlato. Applausi anche quando ha detto che le vittime sono prevalentemente nelle case di riposo.

Cosa pensa del vaccino anti-Covid?

«Se sto bene perché devo iniettarmelo?».

Ma il vaccino serve a evitare che uno si ammali. E se uno si contagia, poi?

«Si può curare con pochi farmaci. Solo che chi lo dice e spiega come fare, viene subito bloccato. Ovviamente la gente prende per buono solo quello che dicono in televisione».

Magari può essere perché quelle informazioni cui lei fa riferimento sono farlocche. Lei dove si informa?

«C’è molto materiale su Youtube e su Facebook, a volte fanno trasmissioni dedicate anche sulle piccole radio. Ma poi, chissà perché... sparisce tutto. Mentre in altre note trasmissioni nazionali, anche di tipo ludico, non fanno altro che esortare la gente a vaccinarsi. E se fanno così vuol dire che siamo in tanti a non averlo fatto, più di quanti si pensa».

Come pensa che cambierà la sua quotidianità in mancanza di vaccino e Green pass?

«Non si potrà andare a un museo o a un cinema. Tra poco diranno che non sarà possibile nemmeno fare la spesa. Quindi? Dovremmo morire di fame? Questo è un “fascismo con la cravatta”, dove contano solo i ricchi, i potenti e gli interessi delle multinazionali. Comunque, tornando alla domanda, non potrò nemmeno andare a trovare i parenti di mia moglie in Lombardia perché loro hanno paura».

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