Contenuto riservato agli abbonati

Scuola, il governo prepara la stretta: si va verso l’obbligo di vaccino per i professori

Nove Regioni in ritardo, da rintracciare più di 100 mila dipendenti. Oggi a Roma nuove proteste anti Green Pass

Uno strappo aperto da troppe settimane, da ricucire al più presto. Quello rappresentato dai 222 mila non vaccinati, tra insegnanti, collaboratori scolastici e amministrativi. Sono loro il primo obiettivo del governo in questa fase della campagna, insieme ai loro studenti, i ragazzi nella fascia 12-18 anni. C’è un 15% di prof e bidelli rimasto fuori dai radar, ammesso che sia il numero giusto.

In questo mese, infatti, la schiera di quelli che non hanno fatto nemmeno la prima dose, invece di ridursi, è aumentata: a inizio luglio, secondo il rapporto del commissario per l’emergenza Covid, erano 216 mila. Un paradosso spiegabile con le categorie che spesso sfuggono alla contabilità, dai docenti delle scuole paritarie ai supplenti e ai precari di vario tipo, anche amministrativi. In ogni caso, al ministero dell’Istruzione e a Palazzo Chigi vogliono iniziare a scalfire il muro dei non protetti, recuperandone almeno il 7%, vale a dire più di 100 mila persone. Bisogna decidere come, se con l’estensione del Green Pass al mondo della scuola (e non solo) o con un provvedimento simile a quello già adottato per il personale sanitario. Ieri il ministro Patrizio Bianchi è stato a palazzo Chigi per fare il punto della situazione, in vista di una nuova cabina di regia da riunire nei prossimi giorni, con l’obiettivo di arrivare a una sintesi entro il 6 agosto.

Questa mattina a viale Trastevere ci sarà un confronto tra i tecnici del Ministero, quelli della struttura commissariale e i rappresentanti sindacali, per parlare del Protocollo sulla sicurezza, in vista della ripartenza a settembre. Nel pomeriggio, invece, i sindacati saranno ricevuti dal ministro, insieme all’associazione dei presidi. Sono ancora tante le questioni sul tavolo: dalla quarantena all’utilizzo delle mascherine, fino alla necessità di postazioni negli istituti per lo screening degli studenti, nuove assunzioni di migliaia di «docenti Covid» per alleggerire le classi e orari scaglionati delle lezioni, che presuppongono il potenziamento del trasporto pubblico. Proprio i presidi, schierati a favore dell’obbligo vaccinale, temono che la responsabilità delle scelte ricada ancora una volta sui dirigenti scolastici: «Le indicazioni del verbale del Cts del 12 luglio sono ambigue – ha scritto, in una lettera indirizzata a Bianchi, il presidente dell’Anp Antonello Giannelli –. Chiediamo che prima ci siano misure tecniche e scelte politiche e poi si discuta della sottoscrizione del Protocollo d’intesa sulla sicurezza». I sindacati non escludono a priori la possibilità di prevedere la vaccinazione anti Covid come requisito per i docenti per andare in classe, a patto che sia supportata dai dati, perché «è una questione che va verificata solo guardando i numeri esatti, di cui ancora non abbiamo contezza», dice la segretaria della Cisl Scuola Maddalena Gissi.

Il generale Francesco Figliuolo aspetta dalle singole Regioni, entro il 20 agosto, un resoconto preciso del personale docente e non docente che non ha aderito alla campagna, distinguendo tra chi non vuole e chi non può per motivi di salute. «Sempre nel rispetto della privacy – spiega il commissario – questa mappatura è importante per capire come procedere». Al momento, ricorda Figliuolo, ci sono «nove regioni» osservate speciali, con percentuali più o meno lontane dal target fissato dell’85% di adesioni alla campagna, a cominciare dalla Sicilia, dove il muro dei prof non vaccinati non viene scalfito da settimane: sono ancora scoperti più di 60 mila addetti, il 43% del personale scolastico sull’isola e quasi un terzo del totale dei “no vax” della scuola. Nella Provincia di Bolzano mancano all’appello oltre 8 mila persone, quasi il 38%. In Liguria è ancora senza una dose poco meno del 35% (quasi 11 mila), in Sardegna poco più del 33% (12 mila), in Calabria il 31, 5%. Sotto la media nazionale, con oltre il 20% ancora da immunizzare, anche l’Umbria, il Piemonte e la Provincia di Trento. Ma, in termini numerici, solo in Piemonte sono per ora fuori dalla campagna quasi 27 mila tra docenti e non. Altri 20 mila sia in Emilia-Romagna che in Lombardia. Sul fronte Green Pass, continuano le proteste: oggi in piazza del Popolo, a Roma, ci saranno i ristoratori del movimento #IoApro, mentre domani le fiaccolate organizzate dal comitato «Libera Scelta». Il Viminale guarda con attenzione a queste manifestazioni e la ministra Luciana Lamorgese ricorda che quelle dello scorso weekend «non erano autorizzate» e che «non esiste alcuna dittatura sanitaria, perché tutti i provvedimenti del governo sono stati presi per tutelare la salute pubblica».

Video del giorno

Foggia, la gioia di Francesca per i primi passi con l'esoscheletro bionico con cui può tornare a camminare

Burger di lenticchie rosse

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi