Contenuto riservato agli abbonati

Dalla grafica al software, i ventitré corsi del futuro che assicurano il lavoro: ecco quali sono le figure più richieste

Frequentare un Istituto tecnico superiore significa incrementare concretamente le possibilità di trovare un impiego.

È quanto emerso dall’indagine sul fabbisogno delle imprese e dei giovani in ambito tecnico scientifico condotta dalla start up Rachael, e i cui risultati sono stati presentati, martedì 27 luglio, in conferenza stampa nel palazzo della Regione a Trieste.

Successo occupazionale

«L’83% dei ragazzi che ha frequentato i quattro Istituti tecnici superiori del Friuli Venezia Giulia alla fine del percorso formativo ha trovato lavoro entro un anno dal diploma - ha affermato l’assessore regionale al Lavoro, Formazione e Istruzione Alessia Rosolen -. Non è un caso che il premier Mario Draghi nel suo discorso di insediamento abbia valorizzato questo sistema come una realtà di connessione tra la formazione delle persone e l’esigenza di modernizzazione da parte delle aziende».

Il report

L’indagine ha coinvolto oltre 1.300 soggetti tra cittadini e imprese. E, tra gli aspetti più interessanti emersi, vi è la crescente richiesta di figure professionali sempre più specializzate, tra cui sviluppatori e tecnici dell’automazione e lavoratori con competenze commerciali e relazionali.

I risultati hanno inoltre messo in luce la soddisfazione per la preparazione, la flessibilità e l’operatività dei diplomati degli Istituti tecnici superiori da parte delle aziende partner.

Per quanto invece riguarda la previsione in merito agli ambiti generali di competenza che le imprese regionali intendono acquisire o sviluppare nel prossimo triennio, al primo posto vi sono “impianti macchinari fissi e mobili” (16%), poi “commerciali, rapporti con fornitori e clienti” (15%) e “amministrative e legali” (13%).

Un percorso in ombra 

La ricerca ha però anche mostrato la scarsa conoscenza tra i giovani di questi istituti. «Gli Its sono poco noti, ed è una cosa grave. Bisogna lavorare per dimostrare che c’è una possibilità importante su cui Stato e amministrazione regionale investono tantissimo», ha aggiunto Rosolen, rimarcando che «la Regione crede fortemente negli Its.

Per questo motivo, già dallo scorso anno, abbiamo previsto una forte azione di sostegno, attraverso uno stanziamento di 3,4 milioni del Fondo sociale europeo ai quali si sono sommati 1,1 milioni del Miur, che è stata rafforzata per il 2021 con la destinazione di 4,3 milioni di risorse regionali del Fse e 2,2 milioni di provenienza statale».

Anche Bruno Zvech, direttore generale dell’Accademia nautica dell’Adriatico concorda sul fatto che «questi istituti rappresentano un percorso formativo che non è mai stato sufficientemente reclamizzato e promosso in maniera adeguata.

Le ragazze e i ragazzi faticano a iscriversi – ha sottolineato Zvech -. C’è stata più attenzione ultimamente perché il presidente Draghi, a sorpresa, ha citato gli Its e ha anticipato che vi sarà destinato un miliardo e mezzo nei prossimi cinque anni».

Crescita costante 

Tuttavia, nonostante si tratti di un percorso che ha fatto poco clamore ed è rimasto nell’ombra, la crescita è stata costante.

«Dai quattro corsi iniziali di dieci anni fa, siamo arrivati a 16 nel 2020 e quest’anno si punta a farne addirittura 23 – ha concluso il direttore generale -. La nostra idea è anche quella di ampliare l’offerta formativa seguendo le linee di Rachael, che ci mostra le aspettative delle imprese.

Siamo un Paese e una regione che non ha molti giovani, e quindi, bisogna aiutare quelli che ci sono a trovare il giusto percorso professionale».

Le aziende

La ricerca, oltre ad evidenziare un basso tasso di abbandono di tali percorsi formativi, rileva anche una forte propensione delle imprese ad assumere tecnici provenienti dagli Its.

Un dato che non è limitato solo ai partner delle Fondazioni Its ma anche alle altre aziende: ben il 39% di un campione di 290 attività produttive ha dichiarato di essere interessato a inserire nel proprio organico, per il triennio 2021-23, giovani diplomati negli Its.

Gli allievi soddisfatti 

Sempre in base ai dati della ricerca è emersa da parte dei diplomati Its una buona percezione del proprio potere contrattuale: infatti il 76% degli intervistati ritiene di poter facilmente cambiare lavoro nel caso lo desiderasse.

Per quanto invece riguarda le imprese partner degli Its regionali, queste ultime danno una valutazione “alta” nel 66% dei casi per la sinergia nell'accoglienza di richieste di inserimento in azienda, del 64% per il livello di informazione delle attività, del 65% per l'attenzione in relazione alle competenze attese in uscita e del 58% per il coinvolgimento nella progettazione dell'offerta formativa. 

LE FIGURE PIU’ RICHIESTE DAL MONDO DEL LAVORO

  • Disegnatore navale: l’allestimento di barche da sogno

Tra i possibili sbocchi professionali previsti dall’Istituto tecnico superiore, c'è quello del disegnatore e manutentore navale, che rappresenta una figura fortemente richiesta nel settore della cantieristica e offre ottime occasioni d’inserimento nel mondo del lavoro. Implica la capacità di elaborare disegni tecnici e modelli tridimensionali, di realizzare il progetto di base ed esecutivo e di controllare le diverse fasi di produzione.

Proprio per l’importanza che riveste questo impiego, la finalità del corso organizzato da Its è di sopperire alla carenza di risorse umane adeguatamente formate nel settore della cantieristica, che siano in grado di inserirsi nel processo di allestimento navale, in un quadro di forte sviluppo del cluster marittimo portuale in particolare, in linea con gli studi di settore sia a livello regionale che nazionale. 

  • Tecnico biomedico: programmi su misura per la sanità

All’interno di aziende, di ospedali e di enti di ricerca che hanno a che fare con l’informatica medica e con le biotecnologie è sempre più richiesta la figura del tecnico di informatica biomedica.

Trattasi di un esperto capace di intervenire nell’analisi di fattibilità, nello sviluppo e nel collaudo di soluzioni software in ambito medico e biotecnologico.

Il percorso proposto a chi intenda costruire la propria carriera professionale in questo settore è in linea con le strategie di "Industria 4.0", e include l'acquisizione di competenze per la realizzazione di sistemi di realtà aumentata, di realtà virtuale, di realtà mista.

Attraverso il corso, gli studenti imparano anche la programmazione 3D nel settore biomedicale, e vengono sollecitati a valorizzare la buona pratica clinica, sempre più legata a una costante evoluzione tecnologica.

  • Sistemista informatico: cyber security e protezione di dati

Negli ultimi tempi, gli Istituti tecnici superiori hanno deciso di investire sulla formazione di una figura professionale relativamente “giovane”: quella del sistemista informatico, un esperto che viene istruito a proteggere i sistemi e i dati in formato digitale da possibili attacchi, sia esterni che interni, da parte di attori singoli o gruppi che puntino a un ritorno economico o a provocare interruzioni nelle attività aziendali. Il profilo risponde alle necessità manifestate recentemente da aziende nei settori più disparati, ma in modo particolare dalle imprese dell’ambito marittimo portuale.

Tra le principali competenze richieste, quelle di saper utilizzare i linguaggi per la realizzazione di sistemi e applicazioni, organizzare nel modo migliore i dati e le informazioni e rendere queste ultime fruibili differenziando la comunicazione a seconda dei destinatari. 

  • Tecnico One health care: l’innovazione al servizio del welfare

Dagli enti alle società di servizi per la domiciliarità. Dalle strutture a bassa intensità di cura alle aziende di telecomunicazione.

È in contesti come questi che sta emergendo sempre più il bisogno di tecnici One health care, ossia figure professionali che dimostrino di saper usare le apparecchiature, gli impianti e i dispositivi di comunicazione utilizzati per l’assistenza domiciliare.

Tra le altre competenze richieste, c'è anche quella di assistere i pazienti e i familiari nel corretto utilizzo delle dotazioni tecnologiche. Per questo sono necessarie capacità relazionali e buona predisposizione all'aiuto di un’utenza che, nella maggior parte dei casi, si trova in condizioni di fragilità fisica, cognitiva e sociale.

Nel suo percorso formativo, il cosiddetto tecnico One health care impara anche a usare le tecnologie per il monitoraggio da remoto del paziente raccogliendo i dati, i segnali e le immagini cliniche per la loro trasmissione ed elaborazione. 

  • Esperto di infomobilità: intermodalità e pratiche doganali

Il tecnico superiore per l’Infomobilità e le Infrastrutture Logistiche è una figura professionale che opera nei diversi cicli di trasporto intermodale e nei grandi sistemi infrastrutturali.

È colui che interviene nella gestione dei rapporti e delle relazioni con i protagonisti del sistema logistico, per quanto riguarda i flussi di entrata e di uscita di mezzi, delle persone e delle merci.

Ma svolge anche pratiche doganali, controlla la documentazione di accompagnamento merci e prende parte all’erogazione di servizi nelle diverse fasi del processo e deve saper programmare, gestire e controllare flussi informativi e documentali relativi al trasporto di merci o persone.

Per i ragazzi che intendano conseguire il diploma in questa branca, sono previste ogni anno 600 ore di lezioni in aula, a cui si aggiunge una parte pratica basata su 400 ore di stage in azienda.

  • Macchinista ferroviario: la sicurezza dei mezzi di trasporto

Un impiego che dà la possibilità di viaggiare, di essere in constante movimento. È quello del macchinista ferroviario, colui che si è specializzato nella condotta delle unità di trazione e dei treni destinati al trasporto sia di passeggeri che di merci.

Oltre a quelli più scontati, sono molti altri i compiti che questa figura professionale deve svolgere. Tra cui la verifica della funzionalità dei mezzi di trazione, la risoluzione dei più piccoli problemi tecnici che dovessero manifestarsi durante il suo servizio e la capacità di riconoscere quelli più gravi, per cui sia necessario l’intervento di tecnici esperti.

E, ancora, gestire i processi di manutenzione e di produzione di mezzi di trasporto e di infrastrutture collegate secondo programmati piani di attività.

Per raggiungere queste competenze, l’Its prevede 2 mila ore di attività formativa in due anni, di cui 880 sono ore di stage da svolgere in imprese ferroviarie. 

Video del giorno

Foggia, la gioia di Francesca per i primi passi con l'esoscheletro bionico con cui può tornare a camminare

Burger di lenticchie rosse

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi