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Il rebus trasporti, la ripartenza a settembre legata a nuove norme: ecco quali. E all’orizzonte spunta l’ipotesi del Green pass

Più della scuola e delle proteste dei ristoratori a settembre per il governo il vero nodo da sciogliere sarà quello dei trasporti.

Lo dicono tutti, dai docenti agli esperti del Cts, dai rappresentanti dei lavoratori a quelli delle aziende: «È inutile cercare di mettere in sicurezza aule, fabbriche e uffici se poi ci si contagia viaggiando come sardine».

Lo hanno capito governo ed enti locali, che dopo la pausa estiva si confronteranno per risolvere il rebus.

Con i limiti di capienza attuali, pur diversificati da un mezzo di trasporto all’altro, servirebbe acquistare bus e vagoni.

Ma più di tanto non si può, visto che il grosso della pioggia di denaro fin qui stanziata, 2,74 miliardi, è andata a ripianare i debiti accumulati dalle imprese di trasporto in un anno e mezzo di viaggi a scartamento ridotto.

Per questo è sempre in auge il green pass obbligatorio, almeno per viaggiare su aerei, navi e treni a lunga percorrenza.

Più difficile richiederlo per bus, metro e treni regionali, visto il via vai di passeggeri. Ecco così tornare di moda le vecchie ricette, come gli orari di ingresso e uscita scaglionati a scuola, lo smartworking che le aziende potrebbero essere incentivate a non abbandonare e la figura del “mobility manager”, che dovrebbe mettere a punto i piani di trasporto casa-scuola-lavoro, che devono tenere conto delle specifiche realtà territoriali.

Ma la formula magica per i trasporti è sempre la stessa: vaccinare. Per tornare a viaggiare al massimo della capienza.

  • LAVORO – In ogni azienda un responsabile pianificherà gli spostamenti. Incentivi allo smartworking

A settembre il vero problema sarà come trasportare 22 milioni di lavoratori pendolari, visto che gli studenti rappresentano solo l’8-10% degli utenti.

Che il vero problema siano i lavoratori l’hanno capito enti locali e governo, che dopo ferragosto si incontreranno per definire un piano per la mobilità in sicurezza in tempi di Delta.

Mentre il Ministro dei trasporti, Giovannini, ha commissionato all’Istat un’indagine per capire con quali mezzi intendano muoversi gli italiani, visto che già nel 2020 il 42% ha diminuito l’uso dei mezzi pubblici e il 15% ha smesso di usarli.

Si punterà su un uso più estensivo del green pass per aumentare la capienza. Il certificato verde dovrebbe essere richiesto da fine mese, primi di settembre ai lavoratori a contatto col pubblico e ai viaggiatori di aerei, navi e treni a lunga percorrenza.

Poi si cercherà di incentivare le aziende a non abbandonare lo smartworking. Si punta sulla figura del Mobility manager che deve essere istituito in ogni azienda con più di 100 dipendenti, a cui spetterà definire i piani di spostamento casa-lavoro, puntando su orari scaglionati e affitto di bus privati.

  • SCUOLA – L’obiettivo è l’80% dei posti sui mezzi di trasporto e ancora ingressi scaglionati

«Se vogliamo che i nostri ragazzi rientrino a seguire le lezioni in classe bisognerà raggiungere almeno l’80% della capienza degli autobus, perché con la soglia del 50% non sarà possibile garantire la didattica in presenza».

Il governatore ligure Toti indica il vero nodo da sciogliere per la scuola. E ha anche buttato lì qualche idea, come quella di modificare il sistema di areazione nei mezzi imitando quello degli aerei.

Prefetti, enti locali e aziende di trasporto ci stanno lavorando, ma i tempi sono stretti e le risorse aggiuntive stanziate dal governo dovrebbero servire più per noleggiare i bus turistici che per modificare quelli già in uso.

Sui tavoli prefettizi torna la proposta di scaglionare di 90 minuti gli orari di ingresso e di uscita dalle scuole, mentre in qualche regione, come l’Umbria, c’è chi pensa persino al green pass obbligatorio per gli studenti che prendono treni, bus e metro.

Ma l’aiuto maggiore arriverà dal generale Figliuolo, che se a settembre centrerà l’obiettivo di vaccinare il 60% dei ragazzi dai 12 ai 19 anni, consentirà di far sedere sui mezzi più della metà degli studenti senza dover tenere vuoto il posto accanto.

  • REGOLE – Distanziamento e mascherine oltre alle norme per gli spostamenti emanate negli ultimi mesi

In attesa dell’eventuale obbligo di green pass per aerei, navi e treni a lunga percorrenza, restano le regole di viaggio fissate dai vari decreti emanati in questo ultimo scorcio di pandemia.

Che fissano indici di riempimento diversi a seconda del mezzo di trasporto. Bus, metro e treni regionali erano partiti lo scorso anno con un limite del 50% della capienza.

Ora si è arrivati all’80% dei “posti omologati”, che ricomprendono anche quelli in piedi. Una percentuale che fa a pugni con l’altra prescrizione, che mantiene l’obbligo del metro di distanziamento a bordo, oltre che quello della mascherina.

Per i viaggi in aereo non è fissata alcuna soglia massima di riempimento, per via del sistema di areazione “verticale” che dovrebbe impedire a droplet e goccioline di venire a farci visita. Serve sempre la mascherina.

Sui treni, esclusi i regionali, c’è l’obbligo di prenotazione. In zona bianca in treni regionali viaggiano all’80% dei posti omologati quelli a lunga percorrenza al 50%.

I traghetti possono essere riempiti al 50% e si viaggia come sui treni con la mascherina. Chi viaggia solo deve necessariamente prenotare una cabina singola.

  • FINANZIAMENTI – Spesi 2,7 miliardi di euro, ma il settore è inadeguato. E mancano i mobility manager

Chi in questi mesi ha viaggiato su bus e metro come una sardina non ci crederà ma da inizio pandemia il governo Conte prima e quello Draghi poi sul piatto del trasporto pubblico hanno messo ben 2 miliardi e 740 milioni.

Il grosso del bottino, ha ricordato il titolare del Mit, Enrico Giovannini, è andato a compensare le perdite subite dalle aziende di trasporto tra lockdown e limiti alla capienza, mentre «453 milioni sono serviti al finanziamento dei servizi aggiuntivi al trasporto pubblico».

Ora sono stati ripartiti 258 milioni sempre per il potenziamento delle linee, in particolare i treni regionali. Altri 195 milioni verranno ripartiti alla prossima conferenza delle Regioni.

Al ministero dei Trasporti è poi stato istituito un fondo di 150 milioni a favore dei comuni per potenziare il trasporto scolastico.

Per il noleggio di bus turistici nelle città sono stati erogati 200 milioni e il 30 giugno 168 sono stati ripartiti a mo’ di anticipazione. 50 milioni sono stanziati per aziende, uffici pubblici e scuole che nominino il “mobility manager”, che entro il 31 agosto dovrà predisporre i piani di spostamento casa-scuola-lavoro.

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