Contenuto riservato agli abbonati

Un morto di Covid in Friuli: non accadeva da fine giugno

Vittorio Cerabolini impegnato in una rappresentazione teatrale

Vittorio Cerabolini, 78 anni, di Cordenons era ricoverato a Udine. Deceduto in Etiopia un cinquantenne di Codroipo

CORDENONS. Una nuova vittima di Covid in Friuli Venezia Giulia. E’ deceduto il paziente che venerdì scorso era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Santa Maria della Misericordia di Udine. Si tratta di Vittorio Cerabolini, 78 anni, residente a Cordenons. È la prima vittima del virus in regione dal 29 giugno scorso. Un altro friulano, Paolo Caneva, 50 anni, di Codroipo è stato vinto dalla malattia mentre si trovava per lavoro in Etiopia: è morto a un mese dal contagio, nella terapia intensiva dell’ospedale di Addis Abeba.


Cerabolini si era sottoposto, come riferisce il figlio, «il 4 giugno all’unica dose del vaccino Johnson & Johnson». I primi sintomi del Covid li aveva accusati all’inizio della scorsa settimana; mercoledì il tampone con esito positivo, quindi venerdì il ricovero, nella terapia intensiva dell’ospedale friulano. «Era lucido, ma nella notte le sue condizioni sono peggiorate a tal punto che i medici hanno ritenuto di intubarlo – racconta il figlio, Antonio –. È mancato martedì pomeriggio. Non ce ne capacitiamo ancora, è una grave perdita, ma non ho rimpianti e non faccio polemiche sul vaccino: ringrazio invece i medici per la loro straordinaria umanità e credo nella loro professionalità. Sono contento che i miei genitori, più di un anno di isolamento del quale hanno molto sofferto, abbiano potuto godere di un po’ di libertà dopo il lockdown. Anche mia madre è positiva, ma i sintomi sono stati lievi. Erano molto attenti e non mi chiedo dove possono averlo contratto, ora non è più importante».

La famiglia di Cerabolini – la moglie Clara e i figli Antonio e Luana – e l’intera comunità di Cordenons piangono la scomparsa di «un uomo di grande umanità, molto preciso ma anche un trascinatore, amante della gente e molto attivo», così lo ricorda con affetto il figlio. Originario di Milano, dov’era nato il 21 aprile del 1943, Vittorio Cerabolini, per tutti “Gino”, era ragioniere e aveva lavorato nell’allora Ceramica Scala di Zoppola, quindi alla Zanussi Sole di Porcia come impiegato nel settore del controllo di gestione. Da oltre dieci anni era associato all’Anioc (l’Associazione nazionale insigniti onorificenze cavalleresche). Amante del teatro, lo aveva praticato negli anni Settanta per poi rigettarsi con passione in questa attività dopo la pensione all’interno dell’Università della terza età e degli adulti (Utea) di Cordenons, di cui era tra i soci storici assieme alla moglie. «Il mio super papà era così – ha scritto sui social la figlia Luana – animatore nato, teatrante, goliardico, mi ha insegnato il rispetto, l’educazione, l’amore per i viaggi e la fame di conoscere persone nuove e posti nuovi». 

 

Video del giorno

Faccia a faccia tra il direttore Massimo Giannini e Carlo Petrini sul futuro del cibo e la sostenibilità

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi