Vaccini, Fedriga si dissocia dai leghisti contrari al Green pass: “Il dissenso è sacro ma non sarei sceso in piazza”

PETRUSSI DIEGO

UDINE. Prende le distanze dai colleghi leghisti che hanno appoggiato le manifestazioni contro il Green
pass il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia
Massimiliano Fedriga, ed enfatizza l'importanza della campagna

vaccinale, chiedendo però di non demonizzare gli scettici.


«Personalmente non condivido la campagna No vax o No pass:
dunque quella della fiaccolata non è la mia piazza», ha detto in
un'intervista alla Repubblica, anche se «la libertà di
manifestare e di esprimere dissenso è sacra. E non bisogna
criminalizzare chi pone dei dubbi».

Il presidente ha totale fiducia nei vaccini. I suoi figli, dice, «non hanno ancora dodici anni. Se li avessero, chiederei loro di vaccinarsi». Ciò che si auspica è che la partecipazione alla profilassi
sia «la più alta possibile fra tutte le persone ancora
scoperte», e per farlo occorre «spiegare che la campagna
vaccinale è fondamentale, confutare una quintalata di notizie
false, ma non mettere sulla graticola chi ha dubbi».

In questo momento occorre tenere unito il Paese, «mi preoccupa molto la lotta fra fazioni», aggiunge. Le posizioni del suo leader non
sono una strizzata d'occhio agli scettici? «Si è vaccinato anche
Salvini. La posizione è chiara». Quanto al green pass, è «utile»
per la spinta che ha dato alle vaccinazioni, ma presenta delle
«criticità». «Trasformare i ristoratori in controllori», fa
l'esempio il presidente, «è cosa difficile». 

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