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Viaggi all’estero, le nuove regole: dove si può viaggiare dal 31 luglio e quando fare la quarantena al rientro in Italia

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza sui viaggi all'estero

UDINE.    Novità e conferme sui viaggi all’estero per turismo nell’estate 2021. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza che entrerà in vigore sabato, 31 luglio, e che disciplina gli spostamenti fuori dall’Italia, aggiornando l’elenco dei Paesi in cui è possibile viaggiare.

Confermate le restrizioni nei confronti di Stati ad alto rischio epidemiologico, come Sri Lanka e Brasile, mentre si allarga il ventaglio dei viaggi extra UE consentiti (elenco D). Seppur con qualche restrizione al rientro. Ecco, punto per punto, cosa cambia con la nuova ordinanza. 
 

UNIONE EUROPEAPassenger locator form e certificazione verde

L’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza conferma una sostanziale totale libertà per i viaggi da e per l’Unione europea e l’area Schengen (per quanto le condizioni di ingresso nei diversi Paesi vadano sempre verificate collegandosi portale www.viaggiaresicuri.it). Arrivando dai territori dell’Unione – compresi Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione, Mayotte, Azzorre, Madeira, Ceuta e Melilla – oltre a Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzero, Andorra, Principato di Monaco e Israele, infatti, l’ingresso nel territorio nazionale è consentito dietro compilazione, e presentazione nel caso di utilizzo di mezzi di trasporto pubblico, del Passenger locator form in formato digitale oppure in forma cartacea e possesso di una delle certificazioni verdi (Green pass) Covid-19. In caso di mancanza di una delle due condizioni, scatta l’isolamento fiduciario di 5 giorni con obbligo di test alla fine della quarantena domiciliare.

PER APPROFONDIRE. Il rebus trasporti, la ripartenza a settembre legata a nuove norme: ecco quali. E all’orizzonte spunta l’ipotesi del Green pass

 

regno unitoPassenger locator form e certificazione verde

Se il Regno Unito, lo scorso 19 luglio, ha annunciato che i cittadini britannici e gli stranieri residenti nel Paese che siano pienamente vaccinati non dovranno più osservare un periodo di isolamento cautelare – mentre nulla cambia per i visitatori “occasionali” –, il Governo italiano, invece, ha confermato le limitazioni per chi torna dalla Gran Bretagna. Non soltanto, però, perchè il Regno Unito è stato proprio tolto dall’elenco dei Paesi a maggiore libertà e inserito in quelli con la quarantena obbligatoria. Fino al 31 agosto, infatti, tutti coloro che vogliono entrare in Italia devono presentare un tampone negativo effettuato entro le 48 precedenti, compilare il Passenger locator form – online oppure in modalità cartacea – e, come detto, sottoporsi a isolamento fiduciario della durata di cinque giorni con parallelo obbligo di effettuare un altro tampone ad attestare la negatività dal Covid al termine della quarantena domiciliare.

PER APPROFONDIRE. Le Regioni chiedono un Green pass più leggero e più dosi di vaccino
 

ELENCO DQuarantena di 5 giorni per arrivi da 24 Paesi

Una delle novità principali, rispetto all’ordinanza scaduta ieri, riguarda i Paesi inseriti nell’elenco “D”, in quelli, cioè, in cui ci si può recare per qualsiasi motivo – sempre a condizione che le frontiere dello Stato di destinazione siano aperte agli stranieri –, ma con alcune condizioni al rientro. Nel dettaglio, infatti, chi rientra in Italia dai Paesi dell’elenco “D” deve compilare il Passenger locator form, presentare un tampone negativo effettuato non oltre le 72 ore (48 per la Gran Bretagna), sottoporsi a isolamento fiduciario per 5 giorni all’arrivo e, quindi, effettuare un nuovo tampone a fine quarantena. Questo l’elenco dei Paesi inseriti in elenco “D”: Albania, Arabia Saudita, Armenia, Australia, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Brunei, Emirati Arabi, Giappone, Giordania, Libano, Kosovo, Moldavia, Montenegro, Nuova Zelanda, Qatar, Regno Unito, Corea, Macedonia, Serbia, Singapore, Stati Uniti, Ucraina, Taiwan, Regioni amministrative speciali di Hong Kong e Macao.

LA GUIDA. Ecco a chi rivolgersi in Fvg per avere informazioni sul Green pass
 

situazioni specialiCanada, Giappone e Usa equiparati a Schengen

Tre Paesi extra europei, ma particolarmente importanti per il nostro turismo oltre che realtà in cui la pandemia è attualmente non a livelli di allarme, sono stati equiparati, così come accaduto nel recente passato, a Stati dell’Unione europea e, più in generale, dell’area Schengen. I viaggiatori in arrivo da Canada, Giappone e Stati Uniti d’America, infatti, è consentito l’ingresso in Italia previa compilazione del Passenger locator form e contestuale disponibilità di una certificazione verde che per quanto riguarda le vaccinazioni deve rispettare le indicazioni dell’Ema, cioè basarsi sulla profilassi di Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson. Confermato, invece, il divieto di ingresso nel Paese per tutti coloro che, nei precedenti 14 giorni, abbiamo soggiornato oppure siano transitati per Bangladesh, Brasile, India e Sri Lanka.
 

ELENCO "E"Spostamenti soltanto per necessità e urgenza

Il resto dei Paesi del mondo che non fanno parte dell’Unione europea, dell’area Schengen, dell’elenco “D” e dei quattro Stati per cui vige il divieto di accesso in Italia, entrano nel cosiddetto elenco “E” dove, rispetto alla precedente ordinanza, sono stati inseriti anche Thailandia e Ruanda. Gli spostamenti verso questi territori, così come il rientro in Italia da parte di coloro che abbiano soggiornato o transitato in quei Paesi nei 14 giorni precedenti, nel dettaglio, sono consentiti soltanto in presenza di esigenze lavorative, assoluta urgenza, esigenze di salute oppure di studio. L’ingresso in Italia è consentito dietro compilazione del Passenger locator form, di un tampone negativo effetuato non oltre le 72 ore precedenti – a meno che il viaggio in quei Paesi o nel nostro sia inferiore alle 120 ore – e un isolamento fiduciario di dieci giorni al termine dei quali è richiesto un nuovo test che attesti la negatività al coronavirus.
 

LA NOVITàRiconosciuti i Green pass rilasciati da sette Stati

Non soltanto i Green pass dell’Unione europea, ma anche quelli di sette Paesi extracomunitari sono validi, da oggi, in Italia a condizione che la vaccinazione sia stata validata dall’Ema. I primi due Stati che hanno ottenuto il via libera sono la Città del Vaticano e San Marino. E se è vero che nella piccola Repubblica del Titano la maggior parte delle vaccinazioni è avvenuta con il farmaco russo Sputnik (non riconosciuto dall’Ema) è altrettanto vero che gli spostamenti verso questi Paesi non sono soggetti a limitazioni. Diverso, invece, è il discorso per altre Nazioni con Roberto Speranza che ha deciso come le certificazioni rilasciate dalle autorità sanitarie di Canada, Giappone, Israele, Regno Unito e Stati Uniti siano riconosciute come equivalenti a quelle italiane e comunitarie. Va sottolineato, in ogni caso, come in quei Paesi la vaccinazione stia avvenendo con gli stessi farmaci autorizzati da Amsterdam (Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson).

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