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Giovani turisti partecipano alla festa a Pago, aumenta il numero dei contagiati: migliaia di persone in quarantena

VIENNA. Sale il numero dei contagiati tra i “reduci” dalla settimana di mega-party a Zrce, nell'isola di Pago. Il dato ufficiale comunicato dalle fonti sanitarie era di 250 persone, per lo più giovani, ma secondo il comandante del Soccorso federale, Gerry Foitik, i colpiti sarebbero ormai più di 350.

Si teme tuttavia che le “Dunkelziffer”, ovvero il numero reale non detto, perché non ancora registrato da nessuna parte, sia di gran lunga superiore. E intanto si contano a migliaia le persone costrette a quarantena, perché entrate in contatto con chi aveva partecipato all'evento in Croazia.

È questo il prezzo che l'Austria sta pagando per i suoi 19.000 cittadini che hanno accolto l'invito a partecipare alla grande festa sulla costa dalmata, organizzata da un'agenzia austriaca con il motto “Austria goes Zrce”, “l'Austria va a Zrce”. Commentando l'accaduto, il direttore della “Kleine Zeitung” ha capovolto lo slogan: “Corona goes Austria”, ovvero il “Coronavirus va in Austria”.

Gli organizzatori del grande evento – uno dei tanti che si susseguono settimanalmente sull'isola, senza soluzione di continuità – assicurano che sono state rispettate rigorosamente tutte le precauzioni necessarie, come in Austria: verifica della doppia vaccinazione o della guarigione da Covid-19 o esibizione di un test negativo. I controlli – ha dichiarato all'agenzia Apa Martin Reitstätter, uno dei responsabili dell'agenzia organizzatrice – sono stati addirittura doppi: un primo per accedere alla zona dell'evento, un secondo per entrare in ciascuna delle aree in cui si faceva musica e si ballava.

Le parole di Reitstätter sono state confermate da molte persone rientrate da Pago e intervistate dai giornali austriaci. Effettivamente i controlli ci sono stati come in Austria, ma in Austria non si sarebbe mai potuta tenere una manifestazione con un numero così elevato di partecipanti e per una durata di una settimana. Sette giorni di promiscuità, di contatti ravvicinati con persone sconosciute, di esposizione continua al rischio contagio.

Tra i contagiati figurano anche giovani che avevano ricevuto la doppia dose di vaccino e che in teoria si sarebbero dovuti considerare immunizzati. La circostanza ha subito suscitato polemiche sull'inutilità della vaccinazione. In realtà, dai dati attualmente disponibili, la maggior parte dei contagi è avvenuta tra persone non vaccinate e quelle contagiate benché vaccinate hanno manifestato sintomi molto modesti. In altre parole, se anche non sempre il vaccino ha impedito il contagio, ha evitato almeno il ricovero in ospedale o addirittura nelle terapie intensive.

“Non ho nulla contro i party – ha dichiarato il ministro della Salute, Wolfgang Mückstein (Verdi), a margine di una conferenza stampa a Vienna – e i giovani se li sono meritati, dopo 16 mesi di pandemia. Ma ritengo molto importante che si osservi il massimo rispetto delle norme di sicurezza, che i partecipanti siano sottoposti a test o soprattutto abbiano ricevuto il vaccino”.


 

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