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Il saluto "con affetto" del Papa durante l'Angelus agli educatori e ai ragazzi di Varmo

In piazza San Pietro c’era una delegazione del centro residenziale “Dopo di noi”. Emozione anche in paese alle parole pronunciate dal Pontefice dopo l’Angelus

VARMO. Li ha salutati «con affetto» dalla finestra del suo studio privato nel Palazzo apostolico. Papa Francesco al termine dell’Angelus si è rivolto ai fedeli e ai pellegrini presenti in piazza San Pietro. E tra di loro c’erano anche gli educatori e i ragazzi del centro residenziale “Dopo di noi” di Gradiscutta di Varmo. E loro, con in mano un cartello del gruppo, hanno risposto applaudendo e salutando il pontefice carichi di gioia. Un’emozione unica che dalla capitale è rimbalzata anche nel paese del Medio Friuli all’ascolto di quelle parole.

«Cari fratelli e sorelle, rivolgo di cuore il mio saluto a tutti voi fedeli di Roma – ha detto papa Francesco – e pellegrini di diversi Paesi. In particolare, anche questa domenica ho la gioia di salutare vari gruppi di giovani: quelli di Zoppola, nella diocesi di Concordia-Pordenone, quelli di Bologna, che hanno percorso in bicicletta la Via Francigena da Orvieto a Roma, quelli del campo itinerante organizzato a Roma dalle Suore Pie Discepole del Divin Maestro. Saluto anche con affetto i ragazzi e gli educatori del gruppo “Dopo di noi” di Villa Iris di Gradiscutta di Varmo, provincia di Udine».

Il centro residenziale ha trovato spazio nei locali dell’ex canonica di Gradiscutta rimessa a nuovo grazie al decisivo apporto degli alpini e di tanti volontari sul territorio, per ospitare giovani con disabilità e dare loro la possibilità di vivere in modo indipendente e autonomo in modo graduale attraverso azioni e “step” strutturati. I ragazzi accolti, al momento cinque, grazie alla condivisione di momenti di vita all’interno della casa e nel territorio, hanno così modo di vivere esperienze volte a favorire l’autonomia e il passaggio dal “con noi” dell’assistenza familiare al “dopo di noi” dell’età più adulta. Una giornata da ricordare, dunque, quella vissuta  dagli educatori della cooperativa Itaca di Pordenone e dai ragazzi presenti a Roma. Un’emozione «forte per tutta la comunità» come ha ricordato il sindaco Fausto Prampero.

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