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In 4 mila a Fusine per No Borders, al lavoro le squadre per ripulire il prato: "Abbiamo rispettato l'ambiente"

TARVISIO. Si è chiusa la prima fase del No Borders Music Festival, quella che ha portato cinque grandi artisti sulle sponde del lago superiore di Fusine. Più di 4 mila persone sono salite all’ombra del Mangart per ascoltare Ludovico Einaudi, Colapesce Dimartino, Manu Chao e Gianna Nannini (ieri, a causa della pioggia battente, è stata cancellata l’esibizione di Stefano Bollani e Trilok Gurtu). Dalla prossima settimana si riparte, ma in altri due anfiteatri naturali, quello dell’Altopiano del Montasio e di Conca Prevala. Un elemento è balzato subito agli occhi di chi ha preso parte ai concerti: la grande attenzione riservata al contesto naturale da parte del Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano.

Sacchi neri sparsi un po’ ovunque per raccogliere i rifiuti e un team specializzato della Cooperativa Pluriservizi Valcanale hanno aiutato a mantenere tutto pulito, senza dimenticare la civiltà di coloro che hanno raggiunto i laghi di Fusine. La scelta di utilizzare quest’area per i concerti, però, non è stata condivisa da tutti: è il caso di Legambiente Fvg, che più volte ha stigmatizzato la scelta fatta dal Consorzio. «Tutto è stato fatto al meglio, rispettando l’ambiente – assicura il direttore del Consorzio, Claudio Tognoni –. Il controllo degli addetti è iniziato prima dei concerti, ed è proseguito durante e dopo.

Abbiamo ripulito la zona anche dai rifiuti abbandonati nei boschi nei periodi in cui la zona non è frequentata dagli spettatori del No Borders». Gli organizzatori si sono presi anche l’impegno di ripristinare il manto erboso nel luogo in cui è stato montato il palco: «Risemineremo l’erba», assicura Tognoni. L’organizzazione è apparsa rodata, grazie anche al supporto del gruppo comunale di Protezione Civile e alla vigilanza delle forze dell’ordine. La maggior parte degli spettatori ha raggiunto il secondo lago a piedi, anche se non è mancato chi ha preferito l’auto. Per fortuna non sono state molte quelle che sono state fatte passare. Come avviene ormai da anni, dopo i concerti, gli spettatori (molti gli austriaci, soprattutto per l’esibizione della Nannini) si sono riversati nel centro e nei locali di Tarvisio, dando una mano all’economia locale, messa in grande difficoltà dall’emergenza coronavirus.


Una visione, quella del Consorzio, poco gradita da Legambiente, che non a caso ha deciso di affibbiare una bandiera nera per il al No Borders. «Il “Sito di interesse comunitario” dei laghi di Fusine – sostiene il circolo di Legambiente della Valcanale – non può essere considerato alla stregua di una qualsiasi piazza o via cittadina, che si può sporcare e poi si passa a ripulire. Non si deve sporcare, se qualcuno lo fa vanno applicate le sanzioni. Non ci piace l’idea di banalizzare, riducendola a stadio, una splendida località naturale».

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