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Ventenne ha un malore, salvato da un ausiliario del traffico: "Non respirava, gli ho fatto il massaggio per 7 minuti"

SAN VITO AL TAGLIAMENTO. «Al momento non ci ho pensato. Solo la sera mi sono reso conto di cosa era accaduto, ora spero solo che possa migliorare». Mirco Tomei, 25 anni, di Fontanafredda, è un ausiliario del traffico della Gsm. Lunedì stava lavorano come ogni giorno a San Vito, quando, suo malgrado si è trovato a fare l'eroe: a soccorrere un ragazzo poco più giovane di lui – 22 anni, un operaio della Ras ponteggi di San Stino di Livenza – che ha avuto un malore cardiaco mentre stava approntando un ponteggio. Ricoverato in ospedale a Pordenone, l’operaio ieri risultava ancora in coma farmacologico e in prognosi riservata. Le sue condizioni sono giudicate gravi.

Istinto, sangue freddo e soprattutto coraggio. Così Mirco non ci ha pensato due volte a fare la propria parte, quando, «facendo il solito giro di controllo della sosta – racconta l’ausiliario, dipendente di Gsm dallo scorso aprile –, un operaio della ditta edile che stava approntando un cantiere all’esterno del duomo mi ha chiesto aiuto. Mi sono avvicinato e ho visto un ragazzo per terra, viola in faccia e che respirava a fatica. Il tempo di capire che non era caduto dell’alto – stava montando il ponteggio da terra –, ma che si era accasciato a terra probabilmente per un arresto cardiaco e lui già non respirava più». È a quel punto che Mirco non ci ha pensato due volte. Mentre i colleghi del giovane chiamavano i soccorsi, lui ha iniziato a praticare il massaggio cardiaco, quello «che ho imparato a fare al corso di primo soccorso che mi ha fatto fare Gsm a giugno – prosegue –. Sono andato avanti per circa sette minuti, un tempo che là ti sembra interminabile. Ho iniziato a pensare a quello che mi avevano insegnato al corso, mi sono chiesto se stavo facendo la cosa giusta perché era la prima volta...Poi a un certo punto lui ha emesso come dei rantoli, da cui ho capito che stava riprendendo a respirare per cui mi sono sentito più tranquillo».


Il massaggio è proseguito fino a quando sono arrivati i soccorsi, che per fortuna sono stati molto veloci: «Una cosa che ho imparato al corso è che non bisogna fermarsi, bisogna essere continui nella manovra» continua Mirco. Come Mirco, la gran parte dei dipendenti di Gsm – su 45 operatori il 60 per cento – è formato sia per il primo soccorso che per l’utilizzo del defibrillatore, proprio perché la società, come spiegano i vertici di Gsm, è convinta che il personale che ha a che fare con il pubblico debba essere in grado di intervenire anche in condizioni che possono mostrarsi critiche.

Tomei lo ha dimostrato con i fatti. «Il corso è molto interessante e penso che tutti dovrebbero farlo – dice Mirco –, soprattutto i giovani. Ora spero davvero che il ragazzo ce la faccia». —



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