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Inchiesta mense in Friuli: ritornano in libertà tre indagati

UDINE. Sono di nuovo liberi tre dei cinque indagati dell’inchiesta sui pasti serviti nelle mense scolastiche di Udine e provincia.

Il Tribunale del Riesame di Trieste ha infatti accolto la richiesta di annullamento delle misure cautelari disposte dal gip Emanuele Lazzaro per Pasquale Esposito, fondatore dell’azienda Ep con sede a Napoli finita al centro degli accertamenti del Nas di Udine, per il direttore d’area Ketty Bandiera (entrambi erano agli arresti domiciliari) e per il responsabile commerciale per il Nord Est Rocco Ruggiero a cui era stato imposto l’obbligo di dimora.

«Finalmente adesso iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel di questa vicenda. Al momento ci sono state comunicate le ordinanze e nei prossimi giorni verranno depositate le motivazioni» ha dichiarato Gabriele Di Maio, avvocato di Esposito.

Nulla da fare, invece, per il capo divisione Food Service Massimo Vaccariello e per il direttore d’area Agostino Cascone che restano ai domiciliari.

I legali stanno valutando la possibilità di fare ricorso. L’inchiesta della Procura di Udine ha riguardato una presunta frode nelle pubbliche forniture per la refezione scolastica in città e nei Comuni di Varmo, Trivignano Udinese, Tarcento, Arta Terme, Rive d’Arcano, Vito d’Asio (nel Pordenonese), oltre che a Cimadolmo, San Polo di Piave e Motta di Livenza, nel Trevigiano e ha portato alle dimissioni dell’ormai ex assessore Elisa Asia Battaglia, che era stata iscritta nel registro degli indagati insieme alla funzionaria del Comune Valentina Avignone e al tecnologo alimentare Michele Candido con il quale Palazzo D’Aronco ha poi interrotto la collaborazione.

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