Le scuole inviano le lettere alle famiglie prima della campanella d'inizio: «Ragazzi, vaccinatevi»

Il nodo è quello di una fascia d’età che tra circa un mese ritornerà in aula, auspicabilmente al cento per cento della presenza, ma che ancora non sta partecipando con particolare entusiasmo alla campagna vaccinale. Il ritardo è soprattutto tra i 12 e i 15 anni, per effetto soprattutto delle perplessità dei genitori sulla somministrazione del farmaco ai figli più piccoli

UDINE.Cesira Militello, dirigente del liceo Petrarca di Trieste, e Stefano Stefanel, collega dello scientifico Marinelli di Udine, tracciano la strada. Si mettono al computer e scrivono una mail alle famiglie e agli studenti dei loro istituti, invitando esplicitamente alla vaccinazione dei ragazzi. Un appello forte che la presidente regionale dell’associazione presidi Teresa Tassan Viol rilancia a tutti i dirigenti scolastici del Friuli Venezia Giulia. «Le ferie non aiutano – premette Tassan Viol –, ma l’appello ai colleghi è a rendersi protagonisti attivi di questa vicenda, nella consapevolezza che l’arma principale per vincere il Covid è quella del vaccino».

Militello si era mossa già lo scorso 11 luglio con una lettera che ha registrato il gradimento da parte di molte famiglie. «Per il prossimo anno, prevediamo di rientrare in presenza al 100%: finalmente. Ma, per questo – si legge –, dobbiamo creare le condizioni: vaccinarci». A seguire, una spiegazione più articolata: «La pandemia non è finita, la variante Delta è in agguato e già si sta registrando un aumento dei contagi. Acquisite tutte le informazioni, sentite i vostri medici di famiglia e fate vaccinare i vostri ragazzi, se nulla lo impedisce. È l’unica strada per tornare tutti in presenza, ci dicono gli esperti. Sarà bello ritrovarsi a scuola, dal 13 settembre, con la speranza di un anno finalmente “normale”, anche se ancora con le mascherine e con le disposizioni anticontagio».

Il nodo è quello di una fascia d’età che tra circa un mese ritornerà in aula, auspicabilmente al cento per cento della presenza, ma che ancora non sta partecipando con particolare entusiasmo alla campagna vaccinale. Il ritardo è soprattutto tra i 12 e i 15 anni, per effetto soprattutto delle perplessità dei genitori sulla somministrazione del farmaco ai figli più piccoli. Anche le parole di Stefanel sono un messaggio forte. «Nessun obbligo, naturalmente, di comunicare al liceo l’eventuale vaccinazione, ma certamente l’incoraggiamento», precisa il preside friulano che, garantita la privacy, indica pure un indirizzo di posta elettronica al quale poter girare la copia del Green pass. Quindi, il ricordo dell’esperienza di «due anni scolastici molto difficili, che hanno lasciato pesanti segni su ognuno di noi. E, purtroppo, non è ancora finita». L’unico modo per uscire dall’emergenza, «riducendone la drammatica portata», prosegue, «è vaccinarsi: vi invito caldamente a farlo prima possibile». Perché, «solo se saremo tutti vaccinati potremo vivere con serenità e con poche restrizioni il nostro liceo. Tocca a noi fare il passo per tornare alla scuola della normalità. Spero che in tanti vi vacciniate. Anzi, spero lo facciate tutti».

Petrarca a parte, tra le altre scuole di Trieste al momento non c’è nulla di organizzato, ma, concluse le ferie, molti presidi valuteranno una comunicazione ad hoc. Per esempio al liceo Galilei, dove la dirigente scolastica Lucia Negrisin spiega che «sicuramente inviteremo tutti a vaccinarsi. Moral suasion». Al Da Vinci-Sandrinelli-Carli, la preside Ariella Bertossi annuncia a sua volta che «ne parleremo a fine agosto, quando saremo tutti in servizio». Sulla stessa linea diversi colleghi, anche a Gorizia, dove il dirigente scolastico del polo tecnico Alessandro Puzzi racconta che «per il momento non ci muoviamo, lasciamo libera scelta alle famiglie e preferiamo non interferire con le decisioni di genitori e ragazzi». A Monfalcone, al Buonarroti, unica scuola dove per i maturandi è stata organizzata una mattinata di vaccinazioni a inizio giugno, il dirigente scolastico Vincenzo Caico rileva: «Non abbiamo per ora programmato una comunicazione specifica, ma all’inizio dell’anno molto probabilmente manderemo una nota agli studenti, per sensibilizzarli su quanto sia importante vaccinarsi. Se ci sarà la possibilità, potremmo anche pensare a una nuova mattinata di somministrazioni a scuola, ma ovviamente bisogna capire meglio come evolverà la situazione e le indicazioni che arriveranno dal ministero».

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