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Caso mense, Camst pronta a gestire il servizio: a settembre sarà nominato il nuovo assessore a Udine

Il sindaco in commissione dà l’identikit di chi sostituirà la dimissionaria Battaglia «Nominerò una persona vicina alla scuola. Con la ditta siamo in dirittura d’arrivo»

UDINE. A settembre sarà nominato il nuovo assessore all’Istruzione che subentrerà a Elisa Asia Battaglia che, indagata nell’inchiesta sulle mense scolastiche, il 17 luglio si è dimessa. Ad assicurarlo è stato ieri il sindaco, Pietro Fontanini, durante la seduta della commissione Cultura e Istruzione, in cui si è discusso della ripresa dell’attività scolastica per il 2021-22. «Il nuovo assessore sarà una figura che conosce bene il mondo della scuola e della formazione», ha garantito Fontanini.

Che sul servizio di ristorazione ha aggiunto: «Dopo la revoca del contratto alla ditta Ep il servizio non è ancora stato affidato ma la Camst (seconda classificata e già referente del servizio prima del subentro di Ep) ha presentato una proposta vantaggiosa. Siamo in dirittura d’arrivo». Il primo cittadino ha assicurato anche piena collaborazione e dialogo con la commissione mensa cittadina, rappresentata da Elena Mondini, per quanto riguarda metodo e regole della “vigilanza” sul servizio refezione. «Per settembre non abbiamo richieste particolari se non quella di emettere una nuova data per l’iscrizione al doposcuola – ha osservato Mondini –. Molte famiglie hanno atteso gli sviluppi delle indagini e così si sono ritrovate fuori tempo massimo per le iscrizioni. Sul nuovo anno desideriamo solo massima collaborazione, trasparenza e serenità con il Comune, nostro più fedele alleato».

All’incontro sono state affrontate anche altre tematiche quali la ripresa (in presenza e in sicurezza) delle attività, il nodo dei trasporti, l’ottimizzazione degli spazi per la didattica e di una soluzione alle classi numerose, le cosiddette “classi pollaio”. Anna Filardo e Giovanni Duca, del Comitato priorità alla scuola (Pas) del Friuli Venezia Giulia, hanno evidenziato il bisogno di intraprendere soluzioni che possano tornare a dare tranquillità a studenti e famiglie. «Lo spettro delle quarantene, la campagna vaccinale, le presenze al 50 e al 70 percento, le entrate scaglionate rimangono grandi criticità – ha osservato Duca –. Chiediamo al Comune di farsi portavoce della comunità e di dare manforte agli istituti per ripartire con maggior sicurezza». «Bisogna che i giovani siano rimessi al centro senza ricorrere a piani di emergenza ma di cura della scuola, che a oggi mancano», ha affermato Filardo.

«Lo scorso anno scolastico i presidi dei diversi istituti cittadini si sono mossi in ordine sparso, secondo i criteri che ognuno di loro ha ritenuto più opportuni – ha rilevato Cristina Bassi, presidente del sindacato delle Famiglie per il Friuli Venezia Giulia –. L’amministratore comunale deve adottare il ruolo di facilitatore e aiutare i dirigenti scolastici ad adottare modalità e procedure coordinate, soluzioni condivise, protocolli comuni ed omogenei per gli scenari futuri evitando discrepanze». Per Sandra Mansutti, Movimento di Cooperazione Educativa Gruppo territoriale di Udine, Comune e scuola dovrebbero lavorare a una nuova partenza, che non recuperi l’idea di scuola che c’era prima della pandemia ma che sviluppi una condizione migliorativa e superi i difetti rilevati, soprattutto in termini di disagio didattico. «Con la Dad è aumentata la dispersione scolastica e calata la motivazione allo studio. Questo gap – ha detto Mansutti – deve essere colmato e si dovrebbe fare tenendo aperte le scuole in orario pomeridiano, fornendo più assistenza con gli educatori e, infine, sostenendo le famiglie che si trovano in situazioni di disagio economico».

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