Acque del Fvg, il verdetto di Goletta Verde: tre foci su 10 monitorate oltre i limiti di legge

Presentati i risultati delle analisi dei campioni d'acqua prelevati dai volontari e dalle volontarie  sulle coste del Friuli Venezia Giulia

UDINE. Dieci i punti monitorati da Goletta Verde il 4 agosto in Friuli Venezia Giulia di cui 4 foci, 5 in prossimità di spiagge e 1 in laguna. 3 di questi punti sono risultati fortemente inquinati: la foce canale via Battisti incrocio largo Caduti per la libertà a Muggia, la foce del fiume Stella a Precenicco e la foce del Tagliamento a Lignano Sabbiadoro.

Ne hanno parlato, nella conferenza stampa che si è tenuta al Citybar Tergesteo, in piazza Giuseppe Verdi a Trieste, Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, Sandro Cargnelutti, Presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia, Andrea Wehrenfennig, Presidente del circolo Legambiente “Verdeazzurro” di Trieste.

Anche quest'anno Goletta Verde si avvale del sostegno dei suoi partner principali: Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, e Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Media partner è La Nuova Ecologia.

GLI OBIETTIVI DEL MONITORAGGIO DI GOLETTA VERDE

I monitoraggi lungo le coste che Goletta Verde effettua da anni non vogliono sostituire i dati ufficiali, ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. I dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo. Le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo: andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva o insufficiente depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua che sono il principale veicolo con cui l’inquinamento generato da insufficiente depurazione arriva in mare. Le analisi sono state eseguite da laboratori individuati sul territorio. La presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli) è un marker specifico di inquinamento dovuto a scarsa o assente depurazione.

LEGGI ANCHE – La mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.

I PUNTI RISULTATI OLTRE I LIMITI DI LEGGE

Sono risultati fortemente inquinati la foce canale via Battisti incrocio largo Caduti per la libertà a Muggia, la foce del fiume Stella a Precenicco e la foce del Tagliamento a Lignano Sabbiadoro. “La situazione delle nostre coste è discreta - dichiara Sandro Cargnelutti, Presidente Legambiente Friuli Venezia Giulia, ma le foci continuano, anno dopo anno, a registrare delle criticità. La foce del fiume Stella, ancora una volta fortemente inquinata, nello storico dei nostri campionamenti, è risultata entro i limiti di legge solamente due volte in 11 anni.

Questi sono chiari segni di un evidente problema di depurazione nella Bassa Friulana. Bisogna accelerare la realizzazione delle infrastrutture e allacciamenti alla fognatura nei comuni del bacino scolante e portare a compimento il revamping del depuratore di Lignano. A proposito di problemi sul bacino scolante, non possiamo non richiamare il ritardo nelle operazioni di bonifica del sito di interesse nazionale Caffaro a Torviscosa, che dista 4 km dalla Laguna, rispetto ai tempi stabiliti da un apposito decreto.

Chiederemo un incontro con la Regione per un confronto sul punto e sulla governance. “Ritornando alla costa” proponiamo alla Regione di destinare una quota minima alle spiagge libere o libere attrezzate. L’occasione può essere all’interno dell’annunciata proposta di Legge Regionale per promuovere e valorizzare le spiagge libere in Friuli Venezia Giulia”.

TUTTI I DATI NEL DETTAGLIO DEI CAMPIONAMENTI EFFETTUATI

A Trieste è risultata fortemente inquinata per il decimo anno la foce canale via Battisti incrocio largo Caduti per la libertà a Muggia, mentre sono entro i limiti di legge spiaggia presso viale Miramare, tra i due pennelli di massi a Barcola e la spiaggia di Sistiana a sinistra del porto turistico a Duino Aurisina. In provincia di Gorizia i 3 punti campionati risultano entro i limiti di legge: la spiaggia libera presso il parco giochi via delle Giarrette in località Marina Julia a Monfalcone, la foce del fiume Isonzo in località Punta Sdobba e la spiaggia presso viale del Sole incrocio con via Svevo a Grado. 2 i punti risultati fortemente inquinati ad Udine, la foce del fiume Stella a Precenicco e la foce del Tagliamento a Lignano Sabbiadoro. Entro i limiti di legge gli altri 2 punti: i pressi dello scarico del depuratore di Lignano Sabbiadoro (punto prelevato in laguna) e la spiaggia presso lungomare Trieste incrocio via Gorizia sempre a Lignano Sabbiadoro.

INFORMAZIONE AI CITTADINI E CITTADINE SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE

Sono stati notati cartelli con il divieto di balneazione solo in 2 punti dei 5 punti non campionati dalle autorità competenti: alla foce dell'Isonzo e alla foce del Tagliamento. Invece solo sulla spiaggia di Barcola e sulla spiaggia presso lungomare Trieste incrocio via Gorizia a Lignano Sabbiadoro sono stati notati cartelli con informazioni sulla qualità delle acque, che sono obbligatori per legge da anni, assenti negli altri 3 punti campionati e definiti balneabili dalle istituzioni.

La foce del rio Canale Fugnan, a Muggia non risulta campionato secondo le informazioni riportate dal Portale Acque (un'applicazione realizzata dal Ministero della Salute che offre informazioni aggiornate sullo stato di balneazione di tutte le coste italiane) e, di conseguenza, emerge come acqua abbandonata.

“Anche l’ultimo rapporto dell’IPCC parla chiaro - dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, non abbiamo più tempo per aspettare politiche di rottura rispetto al passato, abbiamo bisogno che Regioni e Comuni, di concerto con i Ministeri, si impegnino in modo concreto e immediato nella definizione di politiche e azioni che proteggano le risorse strategiche come l’acqua, che determinino un cambio di passo sull’energia e di protezione alla cittadinanza da eventi climatici sempre più estremi e devastanti.

Le bellezza dei nostri territori, lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita potranno essere protetti solo se tutti insieme inizieremo a percorrere strade opposte da quelle passato. Non è più ammissibile pensare ad esempio a riconversioni a gas metano, 75 volte più climalterante della CO2, invece di pensare a rinnovabili e accumuli.

Così come è impensabile depauperare risorse idriche strategiche fondamentali nei prossimi anni per combattere siccità e caldo”.

FOCUS BEACH LITTER FRIULI VENEZIA GIULIA

Nelle 47 spiagge monitorate dalle volontarie e dai volontari di Legambiente in 13 regioni (Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto) sono stati censiti 36821 rifiuti in un’area totale di 176 100 mq. Una media di 783 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia che supera di gran lunga il valore soglia o il target di riferimento stabilito a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato ambientale, ossia meno di 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari di costa. Quest’anno, a maggio 2021, sono stati monitorati e 1700 mq di spiaggia lungo le coste del Friuli Venezia Giulia, e sono stati raccolti 1856 rifiuti di varia provenienza.

Ogni 100 metri, nelle spiagge censite, sono stati trovati 124 rifiuti. Le spiagge monitorate sono le spiagge Canovella de’ Zoppoli a Duino-Aurisina (TS) e il lido di Staranzano (GO). La plastica è il materiale più trovato, pari al 94,6% del totale dei rifiuti rinvenuti, seguita da metallo (1,3%), vetro/ceramica (0,9%), carta/cartone (0,9%). Le altre categorie rappresentano in totale il restante 2,3%. FOCUS POZZI Tra le problematiche da segnalare va ricordato lo spreco insostenibile d’acqua dolce, che vede un alto consumo di risorse di acque profonde di qualità a causa dei tanti pozzi presenti censiti e non, a valle delle risorgive.

Questo provoca un aumento dei rischi sanitari e la progressiva sostituzione di acque pregiate con acque di minor qualità e inquinate. E’ sostenibile nel futuro questa situazione? Dal punto di vista delle prossime generazioni sicuramente no.

E’ necessaria pertanto una ripresa del lavoro del Tavolo dei pozzi previsto dall’art. 47 del PTRA che prevedeva una riduzione delle portate già nel 2018. A tal proposito si segnala la richiesta di incontro fatta dall’Associazione all’Assessore all’ambiente, energia e sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro.

Anche quest’anno il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale: lo scorso anno in Friuli Venezia Giulia il Consorzio ha recuperato 3.990 tonnellate di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente, 620 t in particolare nella provincia di Trieste.

L’olio usato - che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli - è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche.

Ma l'olio usato è anche un’importante risorsa perché grazie alla filiera del Consorzio, può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98,8% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti. Un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa.

“La difesa dell’ambiente e in particolare del mare e dei laghi rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega il Presidente del CONOU, Riccardo Piunti. “Il Consorzio, paradigma di circolarità, dovrà continuare a fornire il massimo contributo possibile verso gli obiettivi di economia circolare, che resta il pilastro fondamentale della battaglia per ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali del Pianeta e quindi contrastare il cambiamento climatico”.

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