Nel telefonino le foto della pistola usata per uccidere Zazai

/ mortegliano

Nel telefonino di Raimondo Raiola i carabinieri hanno trovato diverse foto della pistola dalla quale, il 6 giugno dello scorso anno, è partito il colpo che ha colpito alla testa Rahimi Zazai, il 24enne afghano residente a Codroipo morto pochi giorni dopo la sparatoria avvenuta a Mortegliano. E, sempre grazie, all’analisi del traffico telefonico, i militari hanno appurato che Raiola, il 46enne originario di Napoli e residente a Codroipo accusato insieme all’honduregno 31enne residente a Udine, Jorge Wilfredo Martinez, di omicidio volontario e rapina aggravata, la notte tra il 4 e il 5 partì da Udine per raggiungere Torino e fare immediato rientro a casa, un viaggio effettuato anche il 25 maggio in compagnia di un’altra persona non identificata.


Sono alcuni degli aspetti dell’indagine svelati ieri nel corso dell’udienza della corte d’assise che si è svolta nel tribunale di Udine davanti al presidente Alessio Vernì con a latere il collega Paolo Milocco e i sei giudici popolari, alla presenza dei due imputati, assistiti dai legali Giovanni Donazzolo per Martinez, che dallo scorso novembre si trova ai domiciliari, e Massimo Cescutti per Raiola che invece è in carcere. Per la parte civile – i familiari di Zazai – era presente l’avvocato Martino Benzoni. A rappresentare l’accusa c’era la pm Elena Torresin che, attraverso le domande poste agli investigatori che si sono alternati sul banco dei testimoni, ha cercato di ricostruire quanto accaduto la mattina del 6 giugno scorso. A bordo della Bmw di Raiola, viaggiavano Martinez, Zazai e un connazionale amico di quest’ultimo, residente ad Arta Terme. In via Tomadini, una strada in mezzo ai campi in cui il conducente si era a un certo punto immesso con una scusa, i due afgani sono stati colpiti da uno spray al peperoncino e rapinati di una somma di circa 8 mila euro, come ha confermato poi davanti al gip l’unico superstite il quale, quando partì il secondo colpo, quello risultato poi mortale, era già fuggito nei campi. —

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