Quasi 135 mila studenti pronti alla ripresa in Fvg, sul rientro in aula pesa l’incognita scioperi

Protesta anti green pass indetta da due sigle già per giovedì, primo giorno ufficiale di scuola in regione. E il 20 si replica

UDINE. Sono 134.539 gli studenti che si preparano a rientrare in aula in Friuli Venezia Giulia. Un ritorno sui banchi che per la maggior parte dei bambini e dei ragazzi avverrà il 16 settembre, anche se molti istituti anticiperanno il via già a lunedì 13 settembre.

Un via accompagnato quest’anno dalle lamentele di alcuni genitori - critici nei confronti della formula degli ingressi scaglionati e nei ritardi nell’avvio del tempo pieno e del servizio mensa -, e anche dallo spettro degli scioperi. Uno dei quali potrebbe scattata proprio giovedì 16, ufficialmente il primo giorno di scuola in regione.


Ma iniziamo dai numeri. La provincia con la popolazione scolastica più numerosa è Udine, con 6.567 iscritti nella scuola dell’infanzia, 18.414 nella primaria, 12.646 nella secondaria di primo grado e 21.938 in quella di secondo grado.

Segue la provincia di Pordenone, dove i dati sono rispettivamente 3.337, 12.936, 8.368 e 13.831. A Gorizia i bambini che varcheranno la soglia della materna saranno 2113, delle elementari 4.514, delle medie 3.315 e delle superiori 5.590, a Trieste saranno 1082, 6.667, 5.012 e 8.209.


A riferire i dati precisi è l’Ufficio scolastico regionale. Lo stesso che, negli ultimi giorni, come detto ha registrato anche qualche lamentela tra i genitori. A Trieste, per esempio, le famiglie degli iscritti a alcune medie denunciano l’assenza dei calendari per le prime giornate. Impensabile, secondo mamme e papà, che a pochi giorni dall’avvio delle lezioni non ci sia ancora un quadro definito.

Il secondo problema che emerge, a Trieste come in altre zone della regione, è il ritardo nella partenza del tempo pieno e, contestualmente, del servizio mensa in alcuni istituti, che prevedono di attivare regolarmente tutto solo nei primi giorni di ottobre.

Le famiglie stanno tentando di trovare in fretta e furia soluzioni alternative, ma chi ha scelto l’orario allungato, per problemi lavorativi, si trova costretto a cercare aiuto tra nonni e baby sitter. «Sui calendari e sulla mensa - precisa l’assessore comunale di Trieste all’Educazione, Angela Brandi - ricordo che la competenza è di ogni singola scuola o istituto comprensivo, che decide in autonomia. I Comuni quindi non possono fare nulla».

Infine il terzo grido d’allarme che arriva dalle famiglie riguarda gli ingressi scaglionati, adottati come lo scorso anno per evitare assembramenti, che implicano un’organizzazione ben diversa dall’epoca pre pandemia. «Iniziamo a lavorare alle 8 - racconta una coppia - ma l’entrata per nostro figlio è fissata alle 8.30. Un disastro».

«Contavo sul tempo pieno e la mensa - dice una mamma - ma non ci saranno fino al 4 ottobre». «Ho due bambine: una inizia alle 8 e l'altra alle 8.30 e mi troverò fuori con un bimbo piccolo nel frattempo, ad aspettare. Non c'è più rispetto per i genitori con più figli e soprattutto per quelli che lavorano».

E poi c’è lo spauracchio dei primi scioperi.

I sindacati Sisa e Anief hanno indetto anche in Friuli Venezia Giulia per il 16 settembre una protesta legata graduatorie e obbligo del Green pass. Per il 20 settembre invece ad alzare la voce sarà Priorità alla Scuola, movimento composto da insegnanti, genitori, educatori e studenti dell'università, con una lunga serie di motivazioni, tra le quali la richiesta di ridurre il numero di alunni per classe a partire dall’anno scolastico 2022/23, per migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. 

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