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«Con ivermectina, azitromicina e cortisone il Covid è curabilissimo»: polemica sul convegno in Senato

Più di 4 milioni e mezzo di morti in tutto il mondo e ora scopriamo che potevamo salvarli facilmente. Perché il Covid è una malattia «curabilissima» a domicilio.

Basta usare i farmaci giusti, tipo l’idrossiclorochina e l’ivermectina, e intervenire rapidamente: «Se il paziente viene preso per tempo, entro quattro giorni dalla comparsa dei sintomi, guarisce al 100%».

Lo ha assicurato il dottor Mauro Rango, dal podio istituzionale della Sala Capitolare del Senato, durante il convegno internazionale sulle terapie domiciliari anti Covid ospitato su richiesta della senatrice leghista Roberta Ferrero.

Ora, se vi state chiedendo chi sia Mauro Rango, vi basti sapere che il titolo di dottore è giustificato solo da una laurea in Scienze politiche.

Non è un medico, ma è il fondatore dell’associazione IppocrateOrg, che ha organizzato l’evento, trasmesso in diretta sul canale web ufficiale di Palazzo Madama, con i complimenti della presidente Elisabetta Casellati.

«Desidero congratularmi con il gruppo della Lega e tutti coloro che hanno collaborato a questa importante iniziativa di confronto e approfondimento», ha scritto nel suo messaggio di saluto.

Forse non immaginando le accuse mosse poco dopo da Rango alla quasi totalità della nostra classe medica, colpevole «di limitarsi a guardare morire i pazienti senza far nulla».

Illuminante, da questo punto di vita, il parallelismo proposto tra la Lombardia della prima ondata del Covid e l’isola di Mauritius (dove Rango viveva lo scorso anno).

Nella regione italiana più colpita le persone «morivano negli ospedali perché gli davano solo ossigeno» (gli amici leghisti, che la governano, avranno gradito), mentre «in altre realtà con le terapie precoci il tasso di letalità è stato tendente allo zero».

La cura “miracolosa” è la seguente: ivermectina e azitromicina a domicilio, cortisone ed enoxaparina in ospedale. Con l’aggiunta del plasma iperimmune, che «il 90% degli ospedali detiene anche se non lo dice».

E pazienza se l’utilizzo off label dell’ivermectina, antiparassitario perlopiù veterinario, non sia stato autorizzato da nessuna agenzia regolatoria (Aifa, Ema o Fda).

Con tanto di alert lanciato negli Stati Uniti a causa degli accessi quintuplicati nei centri antiveleni proprio per l’uso improprio di questo farmaco.

Eppure, «in Repubblica ceca si sono azzerati i decessi da Covid in due mesi grazie all’ivermectina». Il professor Roberto Burioni ha letto ed è sbottato: «Da Stamina non abbiamo imparato niente. E a rimetterci sono i più deboli e i più sfortunati», il suo tweet sconsolato.

Se siete scettici come lui, la colpa è tutta delle società scientifiche, che «fanno oggi quello che un tempo faceva il clero, quando impediva di leggere i vangeli», ha spiegato il direttore scientifico di Ippocrateorg, Fabio Burigana, convinto che con il Covid si sia entrati «nella scienza postnormale e quindi è corretto uscire dai binari stretti della scienza».

Fino alla nutraceutica e all’impiego taumaturgico di sostanze come quercetina, zinco, liquirizia e spirulina. Il tutto, ricordiamolo, in una sala e sugli schermi del Senato.

«Non so se voi abbiate torto o ragione - ha detto, con insolita prudenza, il senatore leghista Alberto Bagnai, ringraziando la platea a nome del suo partito - ma un’istituzione parlamentare deve assicurare la libertà di espressione di tutte le opinioni». Anche se spolverate con l’ivermectina. —

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