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Uccise la moglie, il figlio chiede i danni

Marinella Maurel, la 66enne uccisa dal marito Livio Duca ad Aquileia

Inizierà il 6 ottobre il processo in corte d’assise a Livio Duca, reo confesso

AQUILEIA. Marinella Maurel ne aveva parlato con alcune amiche: temeva per le condizioni del marito, entrato in uno stato depressionale che nemmeno il trattamento farmaceutico cui aveva cominciato a sottoporsi pareva attenuare. Quella consapevolezza, tuttavia, non era bastata a evitare la tragedia. Il 22 settembre scorso, Livio Duca, oggi 67enne, di Aquileia, aveva ucciso la moglie, sua coetanea, con una coltellata alla base del collo. L’aveva colpita alle spalle, nella taverna della villetta in cui abitavano, in corso Gramsci 11, ad Aquileia, mentre lei sedeva davanti al computer, e con quell’unico fendente aveva leso un’arteria vitale.

L’uomo, arrestato dai carabinieri di Palmanova subito dopo il delitto e reo confesso, sarà giudicato dalla Corte d’assise di Udine nel processo che prenderà il via il prossimo 6 ottobre. Il decreto di rinvio a giudizio è stato disposto ieri dal gup Mariarosa Persico, nel corso dell’udienza preliminare in cui il figlio della coppia si è costituito parte civile con l’avvocato Milena Chiabà. L’imputato, che è difeso dall’avvocato Irene Lenarduzzi, ha partecipato all’udienza in collegamento video dalla casa circondariale di Udine, dov’è rinchiuso.

Omicidio volontario aggravato dall’uso di un’arma e dal vincolo coniugale l’imputazione formulata dal pm Maria Caterina Pace, titolare del fascicolo, che ha tuttavia riconosciuto a Duca l’attenuante di avere agito in un momento in cui la sua capacità d’intendere e di volere era «grandemente scemata». Era stato il perito nominato dal gip in sede di incidente probatorio, lo psichiatra Marco Bertoli, ad accertare e certificare il vizio parziale di mente dell’anziano. Un disagio, quello lamentato dallo stesso imputato, che troverebbe origine nell’idea fissa di essere oggetto di attenzione del Fisco. Ma che, prima di allora, a quanto ricostruito dagli investigatori, non era mai culminato in gesti di violenza, non almeno verso la moglie.

La tragedia si era consumata nel tardo pomeriggio. Dopo l’accoltellamento, l’anziana era riuscita a uscire di casa e dirigersi verso il cancello. Aveva gridato più forte che poteva per chiedere aiuto, ma poi le forze erano venute meno ed era caduta a terra. Era stato un vicino, scorgendola con una ferita sanguinante, a chiamare il 112 alle 18.33. Quando il personale del 118 era arrivato, però, le sue condizioni erano già disperate. Trasportata in ospedale, era deceduta verso le 21, poco prima che fosse portata in sala operatoria.

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