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Vandali nei vigneti, tranciate 120 viti di Schioppettino. I proprietari dell’azienda “Il Roncat” denunciano: «Azione di stile mafioso»

TRICESIMO. Ormai bersaglio fisso dei vandali, l'azienda vinicola "Giovanni Dri Il Roncat" - che ha sede a Nimis ma che possiede un terreno di proporzioni molto ampie a Fraelacco, in Comune di Tricesimo - ha subito in quella sede, nelle ultime settimane, la distruzione di quasi 120 viti di Schioppettino: per la maggior parte irrecuperabili, le piante tagliate hanno causato una perdita di introiti stimata sull'ordine dei 13 mila euro.

«E questo doppio episodio, per il quale abbiamo sporto denuncia ai carabinieri - rende noto la famiglia Dri -, fa seguito a un altro grave atto vandalico perpetrato nel settembre del 2020, anch'esso denunciato ma, purtroppo, senza esito. Al tempo avevamo avviato, grazie a un finanziamento regionale, dei lavori di miglioria in una pozza d'acqua utilizzata abitualmente dai contadini della zona: essendo profonda e dunque pericolosa, in un'apposita riunione con il sindaco di Tricesimo e gli abitanti di Fraelacco avevamo fatto presente che per motivi di pubblica sicurezza avremmo dovuto recintarla, previa ripartizione delle acque tramite il recupero di un vecchio acquedotto. Avevamo ripristinato una fontana e installato una vasca in acciaio, che però, non appena posizionata, è stata bucata in più punti. Pure tale vicenda era stata segnalata ai carabinieri, ma non è mai stato appurato con che strumento la cisterna sia stata danneggiata».

Era stata presa di mira anche una catasta di tubi da drenaggio: «Le avevano dato fuoco - ricostruiscono dall'azienda -, e le fiamme si erano estese ad alcune piante. Il cantiere, a quel punto, si era bloccato».

E adesso è arrivata la "strage" dello Schioppettino: prima è toccato a una cinquantina di viti, giorni dopo a un'ulteriore settantina. «Danno non coperto da assicurazione», precisano i Dri, che «esasperati dalla situazione» non esitano a parlare di «stile mafioso» e si dicono pronti a installare delle telecamere di sorveglianza. «Non c'è altra soluzione», concludono, non nascondendo il timore di nuove incursioni.

Atmosfera tesissima, insomma, come conferma il sindaco di Tricesimo, Giorgio Baiutti: «Il clima - dice - è molto pesante, da parecchio. Per gli atti vandalici non c'è mai giustificazione, sono deprecabili e vanno condannati con forza, senza se e senza ma. D'altro canto, rileviamo che l'azienda Dri ha fatto poco per cercare di alleggerire una situazione sempre più problematica, già sfociata in denunce e controdenunce, approfondimenti del Corpo forestale, della Procura e dell'amministrazione comunale, cui sono pervenute lettere e segnalazioni di privati su fatti che dovrebbero essere sanzionati».

Al centro delle diatribe l'uso di strade vicinali e del bacino idrico di cui sopra, che come detto ricadono nella proprietà de Il Roncat ma che da sempre vengono utilizzati anche da altri viticoltori operanti nello stesso contesto.

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