Contenuto riservato agli abbonati

Addetta dell’aeroporto chiede a un viaggiatore l’esito del tampone: afferrata per il collo e scaraventata a terra

Katia Bonaventura

RONCHI. È stata offesa, malmenata, afferrata per il collo e scaraventata a terra. Vittima dell’inquietante aggressione una giovane operatrice addetta agli imbarchi allo scalo Trieste Airport di Ronchi dei Legionari.

Durante le operazioni di check-in ha subito infatti l’inconsulta reazione di una coppia statunitense, lui 79 anni, la moglie 80, che non erano in possesso di un regolare certificato attestante la negatività al Covid, requisito richiesto per l’imbarco per Londra. I due passeggeri, così, sono rimasti a terra.

Nel momento in cui l’operatrice, attenendosi alle disposizioni, ha respinto l’imbarco, è scaturita la foga dei due cittadini americani. A causa della caduta, l’operatrice ha riportato un trauma cranico, la prognosi è di 8 giorni, come refertato al Pronto soccorso dell’ospedale di San Polo.

È accaduto nel tardo pomeriggio di martedì. Il display delle partenze indicava il prossimo volo, Compagnia Ryanair, Trieste Airport-Londra. Poco prima delle 17, i passeggeri stavano via via affluendo, mettendosi in coda davanti alla postazione per le operazioni di imbarco.

Finché è toccato ai due coniugi. L’operatrice ha richiesto di esibire il certificato del tampone rapido, in base a quanto previsto dalle disposizioni britanniche. Non bastava il Green pass, di cui la coppia era dotata.

I due, comunque, non potevano non essere al corrente del suppletivo requisito sanitario, a fronte delle istruzioni fornite in fase di prenotazione del volo.

Sta di fatto che non avevano un certificato di negatività valido. Dunque, niente partenza per Londra. Per i due anziani statunitensi rimanere a terra con tanto di biglietto pagato ha rappresentato l’incipit di una sorta di “reazione a catena”.

L’operatrice è stata travolta dalle offese, diventata un bersaglio sul quale scaricare improperi, come se compiere il proprio lavoro attenendosi alle disposizioni, in un momento delicato e complesso in fatto di gestione e applicazione delle prescrizioni dettate dall’emergenza sanitaria, rappresentasse una deliberata scelta personale. I coniugi hanno anche inveito contro i colleghi dell’operatrice, pronti a intervenirle in soccorso.

Ma la rabbia dell’uomo non s’è limitata alle offese: s’è avventato sullo sportello e in un sol colpo fogli, documenti per il check-in e quant’altro sono volati sul pavimento, fino a strappare con forza la parete di plexiglass di protezione tra l’operatrice ed il pubblico.

Con la moglie a sedersi sui nastri per il trasporto dei bagagli. La giovane dipendente non ha potuto fare altro che uscire dalla sua postazione per raccogliere le pratiche.

E nell’accingersi a chinarsi il settantanovenne l’ha scaraventata a terra. I colleghi a quel punto sono intervenuti in aiuto.

Gli agenti della Polizia di frontiera, raggiunta subito l’area del check-in, hanno preso in mano la situazione, chi a sedare gli animi dei due coniugi, chi ad occuparsi dell’operatrice, che è stata accompagnata all’ospedale di San Polo.

La Polizia di frontiera ha proceduto a identificare i due cittadini americani, entrambi sono stati denunciati a piede libero per interruzione di pubblico servizio.

Gli agenti dello scalo hanno raccolto la denuncia della giovane operatrice, in virtù dell’aggressione e delle lesioni subite. Tensione, preoccupazione, disorientamento e paura, tutto racchiuso in pochi minuti, sotto lo sguardo attonito dei passeggeri che, per lo più, hanno preferito sciogliere la coda per allontanarsi. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Foggia, la gioia di Francesca per i primi passi con l'esoscheletro bionico con cui può tornare a camminare

Burger di lenticchie rosse

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi