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Infermiera sospesa perchè non vaccinata fa ricorso, la risposta del Tar: «È inammissibile»

PORDENONE. Il tribunale amministrativo del Friuli Venezia Giulia ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un’infermiera non vaccinata contro l’Ordine degli infermieri di Pordenone che l’ha sospesa. I giudici amministrativi hanno anche affermato che non è necessario un provvedimento da parte dell’Ordine, ma è sufficiente una comunicazione.

Il ricorso, con i legali Luca Campanotto e Gianluca Teat, è stato presentato da un’infermiera contro il proprio Ordine e chiede l’annullamento dell’atto di sospensione, previa sospensione dell’efficacia. Un atto conseguenza del provvedimento di accertamento dell’inadempimento dell’obbligo vaccinale emesso dal dipartimento di prevenzione dell’Asfo, l’Azienda sanitaria Friuli occidentale.


Nel ricorso si rileva, in primo luogo, l’illegittimità derivata da quella dell’atto di accertamento adottato dall’Asfo. Sono poi proposti elementi che di altri ricorsi, come la legittimità della disposizione di legge che prevede e disciplina l’obbligo vaccinale, altri diretti a valorizzare profili di illegittimità propri dello specifico esercizio del potere.

Il Tar nel merito ha riconosciuto la legittimità degli atti di accertamento dell’Asfo come previsto dalla legge e da cui, evidenzia, dipende direttamente la sospensione da qualsiasi attività che implica contatto interpersonali e che comporta il rischio di diffusione del Sars-Cov-2. Viene anche ricordato che la legge prevede per gli Ordini professionali una comunicazione delle conseguenze dell’atto accertativo senza necessità di ulteriori provvedimenti.

Viene definito «irrituale» l’iter seguito dall’Ordine degli infermieri della provincia di Pordenone che ha adottato un provvedimento apposito che secondo il Tar non è necessario. Il ricorso è inammissibile per carenza di interesse, per la natura non provvedimentale dell’atto dell’ordine delle professioni infermieristiche.

«Vogliamo sottolineare – rileva l’avvocato Aldo Sam, legale dell’Ordine degli infermieri – che da parte dell’ordine non c’è mai stata alcuna volontà persecutoria o accanimento. La sentenza ha riconosciuto che il legislatore ha fatto la scelta di sospendere dalla professione e dallo stipendio nel caso di mancata vaccinazione. Per quel che ci riguarda era una cosa necessaria perché imposta dalla normativa».

Sam sottolinea che «il Tar ha fatto una precisazione dicendo che dal punto di vista formale non sarebbe necessaria una delibera, ma una semplice presa d’atto. Inoltreremo alla federazione degli Ordini degli infermieri la sentenza per valutare se dovesse essere opportuno modificare il modello con cui si comunica la sospensione». E conclude affermando che «in questa, tra le prime sentenze su questo argomento, il Tar ha detto una parola chiara». —


 

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